Paratie: Viola e Ferro risarciranno 43mila euro. «Ma non sono gli unici ad aver causato il danno»

Cantiere paratie Como

«Se il funzionario è il primo a non credere nella forza della legge, e si piega alla legge del più forte (politicamente) come nel caso in esame, si assume il rischio dell’evento dannoso che consegue alla violazione dei propri obblighi di servizio».
Con questa motivazione, pur riconoscendo «le pressioni politiche» nel modificare sostanzialmente l’opera delle Paratie dopo la sollevazione popolare per il “muro sul Lungolago” (quella protesta fu l’origine di tutti i problemi, secondo i giudici), l’Appello della Corte dei Conti ha accolto parzialmente il ricorso che era stato presentato dalla Procura Generale.
Secondo i giudici, Antonio Ferro e Antonio Viola sono da ritenere responsabili «per la loro quota di competenza», e pertanto devono essere condannati a risarcire il Comune di Como con una somma totale quantificata in 43.926,37 euro, divisa in base alle pertinenze in 27.234 euro per Ferro, 16.692 per Viola. Una decisione che sconfessa quella di primo grado, dove entrambi i dirigenti erano stati assolti dalle accuse della magistratura contabile. La cifra è molto più bassa dei quasi tre milioni contestati, in quanto «non possono essere considerati responsabili unicamente il direttore dei lavori e il Rup del progetto». La causa prima dell’accaduto «è da individuarsi nella scelta di variare sostanzialmente il progetto di difesa dalle esondazioni seguita alla contestazione dei cittadini» per il “muro”, ma con questa ottica «tutti gli attori che avevano approvato il progetto originario cambiando poi idea hanno contribuito significativamente» al danno. I giudici chiamano quindi in causa Regione Lombardia, Soprintendenza, Comune (Giunta, Avvocatura, Segretario generale), progettisti, commissione di collaudo in corso d’opera e la stessa Sacaim: «Hanno tutti cooperato, ciascuno in base alla propria posizione, a determinare il danno».
La chiosa, tornando a Viola e Ferro, è perentoria: «Se è vero che avevano ricevuto direttive dall’alto, è altrettanto vero che avevano i poteri per evitare l’andamento anomalo dell’appalto o comunque per limitarne gli effetti patrimoniali negativi».

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