Cronaca

Paratie, Viola lascia il Comune

altIl “superdirigente” in pensione dopo 32 anni a Palazzo Cernezzi.
Lucini: «Il sostituto? Potrebbe anche essere un nome esterno»

Ha già incontrato il sindaco, Mario Lucini. E gli ha comunicato la decisione dell’addio. Il protagonista è il superdirigente delle paratie (ma in realtà di tutto il settore Reti, impianti tecnologici e Protezione civile), Antonio Viola. Volto letteralmente storico di Palazzo Cernezzi, dove entrò per la prima volta nel 1981, l’ingegnere (61 anni) ha fatto domanda per andare in pensione. L’addio all’amministrazione, sulla carta, è fissato per giugno, ma probabilmente lo smaltimento di una consistente mole di ferie arretrate anticiperà, almeno nei fatti, il distacco. Laureato in Ingegneria civile dei trasporti, Viola è diventato dirigente nel 1982 e, da allora, ha seguito direttamente quasi tutte le grandi opere (particolarmente legate al settore della mobilità) della città. A differenza di altri casi

del recente passato, per Viola il Comune non ha previsto alcuna buonuscita. Inutile dire, però, che tre decadi di lavoro (spesso coronate da successi e riconoscimenti) sono state sostanzialmente “coperte” dalla madre di tutte le vicende: il cantiere per le paratie antiesondazione, del quale Viola è stato nominato direttore dei lavori sin dalla prima picconata (Antonio Ferro, altro dirigente comunale, è il responsabile del procedimento). Tre i momenti neri dell’operato del dirigente di Palazzo Cernezzi: la realizzazione del muro oscura-lago, la riscossione (peraltro dovuta a un meccanismo previsto dalla legge per tutti i dirigenti) del famoso “premio” nell’anno della barriera e, durante la campagna elettorale delle ultime comunali, il “cannoneggiamento” costante nei suoi confronti da parte dell’allora candidato e oggi sindaco, Mario Lucini. Il quale non ha mai nascosto l’intenzione di rimuovere Viola dal ruolo di direttore dei lavori per il lungolago sebbene – alla fine – sia stato lo stesso dirigente, mai formalmente rimosso, a presentare la lettera di dimissioni dall’incarico al primo cittadino. Era il maggio 2012, esattamente a metà tra il primo turno delle amministrative e il successivo ballottaggio poi vinto da Lucini (centrosinistra) contro Laura Bordoli (Pdl).
Da quel momento, in realtà, per quanto riguarda la conduzione tecnica dei lavori (peraltro quasi sempre fermi) sul lungolago è cambiato poco. Poiché se è vero, da un lato, che il ruolo del collega Antonio Ferro è diventato più centrale nella pratica paratie, è altresì certo che Viola ha continuato a seguire l’evoluzione del cantiere. Spesso su esplicita richiesta dei politici stessi, visto che il dirigente è comunque l’unico ad aver seguito l’opera dalla sua nascita su carta fino al calvario in opera. Inevitabile, anche per questo ruolo, che Viola sia diventato per molti (non senza qualche ragione) il simbolo degli errori del Comune nella gestione del muro, prima, e adesso del cantiere nel suo complesso.
Ora, dunque, per il sindaco Lucini si apre la caccia al successore. E lo stesso primo cittadino non nasconde le insidie dell’incombenza. «Ero al corrente della domanda di pensionamento di Viola – conferma il sindaco – Ci siamo incontrati e mi aveva messo al corrente. Cosa succede ora? Cercheremo un sostituto, anche per il cantiere delle paratie. Il criterio base, visto il passato e la delicatezza estrema del ruolo, sarà la competenza. Per questo stiamo valutando profili professionali interni all’amministrazione ma non escludo che possa arrivare anche un esterno. Confido – chiude Lucini – sulla disponibilità di Viola ad accompagnarci in questa fase di transizione con spirito di collaborazione».
Sul fronte dei lavori, ora sospesi, entro il 31 marzo è atteso il nuovo studio di fattibilità per far ripartire il cantiere.

Emanuele Caso

Nella foto:
A destra, Antonio Viola, il dirigente che ha seguito il cantiere delle paratie dalla nascita del progetto fino a questi giorni. A sinistra, il primo lotto dell’opera, ancora incompiuto
27 Gen 2013

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