Parcheggi in centro, è polemica sulle due ore di tempo

Parcheggi in viale Varese

Tutto in due ore. Sarà questo il tempo massimo per parcheggiare l’auto a ridosso delle mura, entrare in centro, sbrigare le commissioni e ripartire. Stando bene attenti a non dimenticare nulla perché per il resto della giornata sarà impossibile sostare nuovamente in uno degli stalli blu a ridosso del centro e oggetto di una imminente rivoluzione viabilistica.
E mentre si scatenano già le prime polemiche, c’è chi parla di possibili ricorsi al Tar per illegittimità del provvedimento, mentre il Comune tira diritto. Ma andando con ordine ecco cosa sta accadendo. Per facilitare la cosiddetta rotazione, nei 150 parcheggi suddivisi tra viale Lecco, viale Varese, piazza Verdi, largo Leopardi, via Foscolo, via Manzoni e lungo Lario Trieste, si potrà sostare solo per due ore, una volta al giorno.
Il parchimetro infatti richiederà l’inserimento del numero di targa dell’auto, che verrà così registrato e non potrà più essere inserito di nuovo, dopo la prima sosta, per il resto della giornata.
Un provvedimento che sta facendo discutere ma che viene confermato dal direttore di Csu, Marco Benzoni.
«Si parte a metà febbraio, nessun ripensamento nonostante le inevitabili osservazioni arrivate quando si parla di parcheggi. In questi giorni – dice Benzoni – l’azienda incaricata sta per ultimare le modifiche al software che consentirà così di registrare la targa dell’auto per impedire poi l’emissione di un secondo ticket se il mezzo cercasse di parcheggiare nuovamente nelle zone oggetto del provvedimento. Per metà febbraio, forse anche con qualche giorno di anticipo, si potrà dunque partire per la fase sperimentale che durerà sei mesi».
In diverse città esiste già l’obbligo di inserire la targa ma non quello di divieto di parcheggiare per due o più volte nelle 24 ore. Una situazione anomala che, in base ad alcune indiscrezioni filtrate da Palazzo Cernezzi, potrebbe essere figlia di un’interpretazione sbagliata nel passaggio di consegne dall’assessore agli uffici incaricati di redigere la delibera.
Intanto, però, Mauro Antonelli dell’Unione nazionale consumatori è chiaro. «È una fattispecie che non è disciplinata dal Codice della strada – spiega – La via maestra potrebbe dunque essere quella di un ricorso al Tar per illegittimità e per eccesso di potere da parte dell’amministrazione».

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