Parcheggio di viale Varese, minoranze all’attacco
Città, Cronaca

Parcheggio di viale Varese, minoranze all’attacco

Viale Varese, il futuro parcheggio si sta trasformando in un complicato caso politico. O almeno nel tormentone estivo 2018, in riva al lago. Ad alimentare le polemiche la contrapposizione tra due progetti – uno dell’azienda Nessi & Majocchi, l’altro a firma di 3 giovani ingegneri – che non avrebbero avuto, a detta delle minoranza in consiglio, lo stesso trattamento. Proprio ieri mattina, infatti, i gruppi consiliari di opposizione a Palazzo Cernezzi (Civitas, Movimento Cinque Stelle, Partito Democratico, Rapinese Sindaco e Svolta Civica) hanno chiesto, attraverso un atto formale firmato dai consiglieri Bruno Magatti, Gabriele Guarisco e Paolo Martinelli, la convocazione della Commissione II affinché venisse illustrato – come accaduto la settimana scorsa per il piano Nessi & Majocchi – il progetto di riqualificazione e ampliamento del parcheggio di viale Varese protocollato in Comune a firma degli ingegneri Monza, Tavola e Zizolfi. «Richiesta diventata necessaria dopo che, informalmente, la presidente della Commissione II, Patrizia Maesani, ha rifiutato al consigliere Vittorio Nessi, che lo aveva chiesto, di convocare la Commissione per approfondire anche la seconda proposta», si legge nel documento delle minoranze.

Il rendering dei nuovi parcheggi di viale Varese
Il rendering dei nuovi parcheggi di viale Varese

Due progetti utilizzati dunque come arma per lo scontro politico. Due piani per riqualificare viale Varese con numeri e costi ben differenti.
Ecco solo alcuni dei tratti caratteristici a confronto. Quello della Nessi & Majocchi prevede di passare dagli attuali 183 a 268 (con un incremento di 85 posti). A fronte di una concessione trentennale, l’azienda di Como verserebbe come onere di gestione 450mila euro netti all’anno (per un totale di circa 13milioni e mezzo in 30 anni). Previsti incrementi di tariffe e il pagamento del parcheggio anche di notte, oltre a un ridisegno delle aree verdi.
Il piano predisposto invece dai 3 ingegneri prevede la realizzazione di 99 nuovi posti per le auto (a fronte degli 85 di Nessi & Majocchi), compresi due riservati ai disabili, e 16 nuovi stalli per le moto. I costi ammonterebbero a 680mila euro. Si tratterebbe in questo caso più di una riorganizzazione dell’area (l’aumento dei posti auto si otterrebbe tramite l’eliminazione dell’attuale marciapiede e l’arretramento della siepe come si vede nello schema sopra).
In ogni caso il fronte compatto delle minoranze non è piaciuto a Patrizia Maesani (capogruppo di Fratelli d’Italia). «La mia prima reazione non può che essere di stupore. Che una telefonata informale avuta con il consigliere Nessi sia alla base dell’unione delle minoranze fa riflettere. Detto questo, innanzitutto non è mai arrivata alcuna richiesta formale in tal senso. La facciano e io darà una risposta esaustiva sul perché, in ogni caso, non è convocabile la Commissione urbanistica in questa fattispecie. Nel caso della Nessi & Majocchi era doveroso far passare in commissione il progetto perché si tratta di un’azienda che ha avviato un regolare procedimento amministrativo per un project financing. Nell’altro caso si tratta invece solo di un contributo di idee – come specificato dagli stessi promotori e quindi come tale presentabile da qualsiasi soggetto – che non ha ragione di passare da una commissione».
Inoltre, aggiunge Maesani, «è stato protocollato al settore strade, quindi formalmente anche in maniera non precisa. Non voglio evitare il confronto tra i due progetti, ma nel caso del piano dei tre ingegneri perché non organizza un dibattito pubblico? Non mi negherei al confronto. Ma è necessario rispettare certi parametri e requisiti e in tale contesto non è stato fatto».

10 Lug 2018

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Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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