Parla la vigilessa distaccata dal 2008 a Brindisi: «Per il mio caso ci fu l’assenso del Comune»

altMa Frisoni ribadisce: «La situazione va risolta al massimo entro qualche mese»
«Il mio distaccamento a Brindisi è dettato da gravi motivi personali e familiari. Ho provato una profonda amarezza nell’apprendere dalla pubblica piazza che la sottoscritta fruisce di un istituto giuridico in maniera impropria». La vigilessa di Como finita al centro della bufera perché, ormai dal 2008, è distaccata in Puglia, interviene in modo diretto per spiegare le sue ragioni. L’agente della polizia locale – il cui caso è stato segnalato dal consigliere comunale Vincenzo Sapere – ha

inviato una lettera al sindaco Mario Lucini e all’assessore alla polizia locale Paolo Frisoni per chiarire la sua posizione. In difesa della dipendente comunale ha preso posizione anche il segretario generale Uil Fpl Como Vincenzo Falanga. Secondo quanto affermato dalla vigilessa, il distaccamento in Puglia sarebbe stato concesso dal Comune. «L’istituto del comando è stato concesso con parere favorevole del dirigente – scrive l’agente – Peraltro, per la mia condizione fisica non sono idonea a effettuare il servizio esterno».
La Uil contesta l’atteggiamento del Comune e nega che Palazzo Cernezzi abbia avuto ripercussioni economiche. «Il Comune di Como dal 2008 ad oggi non ha rinunciato ad alcuna risorsa economica – scrive Falanga – In questi anni casomai è mancata la volontà di procedere alla sostituzione della lavoratrice magari procedendo all’assunzione di personale a tempo determinato. Qualora la dipendente rientrasse al Comune di Como poi non potrebbe espletare la funzione per cui è stata assunta».
Secca la replica dell’assessore alla polizia locale del Comune di Como, Paolo Frisoni, che già nei giorni scorsi aveva chiesto l’immediata soluzione del problema. «È una difesa che posso capire da parte sindacale, ma non sta in piedi – dice l’esponente della giunta – La vigilessa non ha alcuna colpa, la capisco. Ha chiesto il distacco, le è stato concesso e l’ha utilizzato. Il problema non è suo e non voglio neppure entrare nel merito dei suoi problemi personali, ci mancherebbe».
«Ribadisco solo che la situazione deve essere risolta – conclude Frisoni – Al massimo possiamo aspettare ancora qualche mese, ma poi la dipendente deve rientrare. Se anche deve lavorare in ufficio non è questo il problema. Il Comune può sostituire solo il 60% di chi va via e noi dobbiamo risolvere questa situazione».

Anna Campaniello

Nella foto:
Una nuova puntata nella vicenda dell’agente di polizia locale di Como distaccata all’Inps in Puglia ormai dal 2008

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