Parla Recalcati: «Il divorzio da Cantù? Andava anticipato»

© Carlo Recalcati

«Il “tesserato” Carlo Recalcati? Ci hanno fatto caso più gli altri. Per abitudine guardo più alla sostanza che alla forma». Il diretto interessato – Carlo Recalcati appunto – commenta così il comunicato stampa della Pallacanestro Cantù che annunciava il divorzio con il club brianzolo.
E molti appassionati e addetti ai lavori quasi non volevano crederci, quando hanno letto la definizione di semplice “tesserato” per uno che è considerato una icona del basket italiano a internazionale.
Recalcati, appunto, non ci ha pensato troppo. Dopo un giorno di riflessione ha accettato di parlare di una separazione che a molti tifosi canturini certo non è piaciuta. E già in molti hanno annunciato che non rinnoveranno l’abbonamento con la società di Dmitri e Irina Gerasimenko.
«Il divorzio? Si poteva consumare prima» ammette il coach che nella scorsa stagione ha portato la squadra alla salvezza. «Sarebbe stata una mossa nell’interesse di tutto, ma la società ha messo di mezzo gli avvocati e quindi è stata fatta una lunga trattativa».
Ma cosa ha portato a questa situazione? «Dopo il campionato, e con un altro anno di contratto, avevamo iniziato a lavorare assieme e tutto era andato bene – sostiene Recalcati – Dmitri Gerasimenko, l’allora diesse Gianluca Berti ed io avevamo lavorato in sintonia per trovare l’accordo con Marcus Landry. Poi la società non lo ha sottoscritto e da lì è cambiato tutto».

Dmitry Gerasimenko

«Gerasimenko ha iniziato a fare il mercato da solo – dice ancora Recalcati – e io ho saputo dei nuovi acquisti dai giocatori stessi, dai procuratori e dai giornali».
Il rapporto in pratica si è trascinato. «Esattamente. Non ci sono più stati scambio di informazioni e il lavoro di squadra» ammette Recalcati. «Sicuramente il fatto che il proprietario fosse lontano non ha facilitato le cose. Comunicavamo in una lingua non nostra in videoconferenza. E in certe situazioni è necessario guardarsi negli occhi».
In molti a Cantù non hanno apprezzato questo divorzio perché avrebbero. «Ci ho pensato lungamente e in tanti mi hanno invitato a proseguire, a riallacciare. Ma la cosa migliore, lo ribadisco, sarebbe stata fare prima questa mossa».
Recalcati rimarrà comunque tifoso del club brianzolo. «E ci mancherebbe – dice ancora – Io sarò per sempre legato alla Pallacanestro Cantù, un club che negli anni ha avuto varie proprietà. Farò il tifo soprattutto per tutti i collaboratori, canturini doc, che ogni giorno danno una mano senza guardare al loro tornaconto, ma per pura passione. E ovviamente non mancherò al palazzetto: tornerò sempre volentieri».

Massimo Moscardi

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