Parte da Como il tour di Capossela
Cultura e spettacoli

Parte da Como il tour di Capossela

Vinicio Capossela
Vinicio Capossela

Sabato alle 21.30 nell’Arena del Teatro Sociale partirà da Como il nuovo tour sinfonico del cantautore Vinicio Capossela “Orcaestra”, con la staffetta della Filarmonica Arturo Toscanini, che si alternerà con l’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo. Entrambe le orchestre sinfoniche saranno dirette da Stefano Nanni, autore anche degli arrangiamenti musicali e da molti anni stretto collaboratore del cantautore.

Un progetto immaginato da tempo, è il solo appuntamento dal vivo in Italia, che questa estate trova realizzazione in una serie di teatri suggestivi quanto il programma. La tappa di Como sta riscuotendo molto successo, tanto da dover aggiungere nuovi biglietti alla vendita. Per chi assolutamente non vorrà perdersi il concerto di Capossela, potrà acquistare l’Experience Pack, che tra le varie offerte comprende biglietti in primissima fila. Altrimenti ci sono a disposizione biglietti di III Area che però, in caso di maltempo, non hanno posto in Teatro, perciò verranno rimborsati. Ingresso 40/32 euro.

Capossela e l’Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini insieme sul palco. Un connubio perfetto che travolgerà il pubblico. La musica di Vinicio Capossela, con la sua varietà timbrica e la complessità armonica, si presta da sempre ad organici strumentali inconsueti e partiture che hanno beneficiato di grandi penne dell’arrangiamento. In Arena, unita all’orchestra sinfonica, si dilata, si fa labirinto, le parole si perdono tra ottoni, fiati e violini in un affascinante percorso musicale.

Similmente ai grandi animali marini, l’Orcaestra, pachidermico congegno musicale in grado di produrre richiami mnemonici, smisurata creatura onnivora, inghiotte canti: dai brani classici dei concerti di Capossela come “Marajà” e “Pryntyll”, a quelli più insoliti come “Stanco e Perduto” e “Nostos”, li eleva e li risputa in forma di odissea orchestrale per canzoni, l’odissea più che venticinquennale di Vinicio Capossela, un artificiere delle parole in musica.

Cantautore, poeta, scrittore e fantasmagorico entertainer, VINICIO CAPOSSELA (Hannover, 1965) debutta nel 1990 sotto l’egida di Renzo Fantini (Paolo Conte, Francesco Guccini) con il disco “All’una e trentacinque circa”, che gli vale la Targa Tenco, premio che gli verrà attribuito altre tre volte negli anni successivi. Se sono i primi dischi “pre-biografici”, come “Modì” (1992) e “Camera a sud” (1994), a confermarne il talento in Italia e all’estero – è del 1995 un prestigioso sold out al Theatre de la Ville di Parigi – con “Il ballo di San Vito” (1996) arriva il primo deragliamento musicale di Capossela: fanfare macedoni e la chitarra di Marc Ribot si fondono in una musica che vive di riferimenti e rimandi immaginifici e al tempo stesso più personali. Coliche di immaginazione le definisce lo stesso Capossela, che approfitta di un never ending tour di due anni circa per realizzare nel 1998 il suo primo album dal vivo, intitolato “Liveinvolvo” e realizzato con la complicità di Neat Veliov e della sua Kocani Orkestar. Importanti, in questo primo periodo della sua carriera, anche le incursioni nel mondo del teatro, dove lavora con la compagnia di Paolo Rossi a spettacoli come “Pop e rebelot” (1993) e “Milanin Milanon” (1994). Sempre con Paolo Rossi, Capossela fa il suo debutto televisivo nel programma “Scatafascio” (1997-1998), per il quale firma l’omonimo brano.

 

Dall’album “Canzoni a Manovella” (2000) in poi, Capossela rivolge la sua attenzione a temi più universali, spesso ispirati alla grande letteratura, da Melville a Céline, da Dante ad Omero, mentre la sua attività concertistica, tanto in Italia che all’estero, è sempre più tesa alla rappresentazione dell’opera in forma di spettacolo e a radicarsi al tempo stesso in una serie di eventi unici senza repliche.

Non mancano poi nel curriculum di Capossela gli appuntamenti fissi, come i Concerti per le Feste che si svolgono puntualmente ogni anno dal 1998 al 2013 nei giorni di Natale al Fuori Orario di Taneto di Gattatico (Reggio Emilia). La passione per il progenitore ortodosso di Santa Klaus, vale a dire Santo Nicola, e la favola del Natale vede inoltre Capossela, nell’arco di un decennio, realizzare ben tre radioracconti a tema natalizio: “Canto di Natale” (2001), “I cerini di Santo Nicola” (2008) e “Il gigante e il mago” (2009).

 

Nel 2003, dopo due anni di intensa attività concertistica, arriva “L’indispensabile”, la prima raccolta di successi contenente anche la sua prima cover di sempre, “Si è spento il sole” di Adriano Celentano. I lavori successivi, “Ovunque Proteggi” (2006), “Da Solo“(2008) e “Marinai Profeti e Balene” (2011), oltre ad incarnarsi in spettacoli di grande successo, forniscono lo spunto per una documentazione filmata, come nel caso dei due live “Nel niente sotto il sole” (2007) e “Solo show” (2009). Accanto ai progetti discografici Capossela lavora anche a progetti inediti, come quello realizzato nel 2007 con il violoncellista Mario Brunello in occasione del “Genio Fiorentino” e dedicato alle “Rime” di Michelangelo intitolato “Fuggite, amanti, amor”.

 

Radio, scrittura, cinema, sono spesso confluiti nel percorso artistico di Vinicio Capossela, segno distintivo di un artista che da sempre non considera ma, anzi, travalica le barriere esistenti tra le diverse arti: è del 2004 il suo primo romanzo, “Non si muore tutte le mattine”, da cui trae uno spettacolo di teatro d’ombre e le “Radiocapitolazioni“ trasmesse da Radio 3. Nel 2009 pubblica, sempre per Feltrinelli, “In clandestinità” con l’amico-poeta Vincenzo Costantino “Cinaski”. Il libro diventa un reading che i due presentano in tutta Italia dove, al posto del palcoscenico, ci sono un ring, un giudice, un pianoforte e i due in scena per un improbabile quanto realistico incontro di boxe, dove parole e canzoni sostituiscono i pugni. Alla Grecia e al rebetiko, “più che una musica, un modo di vivere”, Capossela dedica invece il disco “Rebetiko Gimnastas” (2012), il film “Indebito” (2013), girato insieme al regista Andrea Segre, presentato in anteprima al festival di Locarno e proiettato al cinema con enorme consenso di pubblico e critica, e il libro “Tefteri, taccuino dei conti in sospeso” (2013), pubblicato da Il Saggiatore.

 

Nell’estate del 2013 Capossela è impegnato in diversi progetti: presenta un nuovo spettacolo nello stupefacente scenario di Villa Adriana, “Il Carnevale degli Animali e altre bestie d’amore”, che lo vede protagonista insieme al Trio Amadei ed ai solisti della Vianiner Philarmoniker, spettacolo replicato anche l’estate successiva al prestigioso Ravenna Festival e in altri contesti. Sempre nel 2013 debutta come produttore per il disco “Primo Ballo” della Banda della Posta, un album di musiche per sposalizi con cui si esibisce in un tour di più di cinquanta date. Sul tema dello sposalizio, inoltre, incentra la prima edizione del Calitri Sponz Fest (2013), un festival da lui ideato e di cui è direttore artistico. Il festival viene riproposto anche nell’estate del 2014 con il tema Mi sono sognato il treno e nell’estate 2015 con il tema Le vie dei muli i sentieri dei miti.

 

Nell’aprile del 2015 Feltrinelli pubblica il suo quarto libro, “Il paese dei Coppoloni”, candidato al Premio Strega. A giugno 2015 risulta l’autore più votato del Dante al Premio Strega e viene premiato dai circoli di lettura dei comitati italiani ed esteri della Società Dante Alighieri. Il 29 agosto, nell’ambito dello Sponz fest, festeggia la Notte d’argento per i suoi 25 anni in musica: un grande concerto con ospiti speciali, durato più di 7 ore nella stazione di Conza in Alta Irpinia, preludio di un tour celebrativo intitolato “Qu’Art de Siècle”, che lo vede esibirsi in Italia (Catania, Milano, Roma e Venezia) e nelle principali città europee (Parigi, Londra, Berlino, Bruxelles, Zurigo, Berna, Salonicco) in una serie di concerti-atti unici per ospiti e repertorio.

 

Il libro “Il paese dei Coppoloni” porta in dote un film-documentario prodotto da LaEffe per la regia di Stefano Obino intitolato “Vinicio Capossela – Nel paese dei Coppoloni”, presentato al cinema nel gennaio 2016 e la cui colonna sonora è tratta dal nuovo album di studio dell’artista, “Canzoni della Cupa”. Il disco, diviso in due lati (Polvere e Ombra), è uscito il 6 maggio 2016 ed è stato seguito da un lungo tour di presentazione diviso in due parti: una prima estiva, intitolata “Polvere”, ambientata in spazi all’aperto, ed una autunnale intitolata “Ombra” nei principali teatri italiani.

 

Primavera e estate 2017 sono dedicate a “Atti Unici e qualche rivincita”: non un tour, né uno spettacolo che si ripete, ma un esercizio di eclettismo in luoghi di Italia di alta suggestione. Vinicio Capossela pesca nel proprio passato, fa tesoro dei tanti anni di carriera e ne approfitta per organizzare nuovi incontri con vecchi compagni di viaggio o con avventurieri freschi d’incontro. Sono attualmente in corso gli ultimi “Atti Unici”, che stanno attraversando tutta Italia riscuotendo grande consenso di pubblico e critica.

L’artista ha vinto il prestigioso Premio Tenco 2017, il riconoscimento assegnato dal 1974 alla carriera degli artisti che hanno apportato un contributo significativo alla canzone d’autore mondiale e che colloca così il nome di Capossela accanto a quello di altri grandi cantautori già vincitori (tra gli altri Leo Ferrè, George Brassens, Leonard Cohen, Atahualpa Yupanqui, Tom Waits, Caetano Veloso, Joni Mitchell, Patti Smith, Paolo Conte, Renato Carosone, Franco Battiato).

 

 

 

5 Luglio 2018

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Lorenzo

Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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