Parterre di grandi attori Fo, elogio all’acustica

altProsa. Il gotha della recitazione

Come ricorda Alberto Longatti nel volume Il Teatro Sociale 1813-2013, al Sociale sono sfilati «divi della recitazione»: tra le voci illustri, Ruggero Ruggeri, l’estroso Memo Benassi, Oreste Lionello, Ernesto Calindri, Salvo Randone, Lina Morelli, Paolo Stoppa, Romolo Valli, Anna Proclemer, Aroldo Tieri, per citarne solo alcune. «Ci fu chi portò occasionalmente la viva testimonianza del suo temperamento, come Anna Magnani intensa protagonista de La lupa verghiana – annota Longatti – o Vittorio

Gassman svagato dongiovanni nell’Ornifle di Anouilh». E se al Sociale ha lavorato come scenografo nel 1936 anche un giovane Luchino Visconti, in anni recenti tra i tanti nomi in cartellone sia per il dramma sia per la commedia (ricordiamo almeno i successi di Glauco Mauri, Giorgio Albertazzi, Gabriele Lavia e Paolo Rossi) va citato l’evento del 2001 con Dario Fo e Franca Rame. Il premio Nobel ha proposto Mistero buffo, sua pietra miliare, preceduto da un elogio alla buona acustica del Sociale e da un invito al pubblico a essere all’altezza del suo teatro.

Nella foto:
Paolo Rossi è stato protagonista di memorabili riletture con il suo Romeo & Juliet da Shakespeare e Questa sera si recita Molière dedicato al grande commediografo francese

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