Partiti i lavori per Cascina Cristina: darà un futuro a ragazzi autistici

Cascina Cristina

La vita di una famiglia con un figlio con problemi di spettro autistico è complicata, tra terapie, burocrazia, ignoranza diffusa anche nelle figure che dovrebbero invece essere d’aiuto e di riferimento, come ad esempio in parte del mondo della scuola. Tutto questo si complica ulteriormente quando un ragazzo compie i 18 anni.
Nessuna presa in carico, pochissimi sbocchi professionali e il futuro che appare un’incognita vasta e angosciante. L’associazione Abilitiamo Autismo Onlus sta provando a dare un segnale forte a tutto il territorio, inteso non solo come provincia di Como ma come Lombardia. A Fecchio, nella Cascina Cristina, donata nel maggio del 2019 dalla Comunità di San Vincenzo di Cantù (con diritto di superficie), sono partiti i lavori di ristrutturazione che hanno l’obiettivo di creare una struttura residenziale e diurna per giovani adulti – dai 18 anni in su – con problemi di spettro autistico.
Una comunità che, una volta ultimata e a pieno carico, potrà ospitare 14 persone stabili nella residenza (due di queste con progetti di sollievo a tempo determinato) più altre 15 attive nel centro diurno, con l’obiettivo di creare per ognuno un percorso di crescita individuale e un percorso di vita personalizzato. Con il sogno di ottenere, per i ragazzi ospiti, sbocchi lavorativi che possano garantire un futuro.
Il progetto – come detto – è importante, sia per le prospettive che si pone sia per il “peso” economico dei lavori. Per la ristrutturazione il budget prevede poco meno di tre milioni di euro, i due terzi finanziati con i fondi giunti dalla Regione Lombardia e dalla Fondazione Cariplo. Il resto – è la speranza dei genitori, dei parenti e degli amici che hanno dato vita alla Onlus – arriverà da mani gentili nei prossimi mesi. «I lavori sono partiti – dice la presidente dell’associazione, Annalisa Martinelli – Abbiamo avuto un po’ di problemi in avvio delle opere a causa del Covid, ma ora si va avanti anche con il controllo e la supervisione della Soprintendenza per il valore storico della cascina».
All’opera c’è «un comitato scientifico che sta lavorando per la stesura di un progetto di presa in carico» dei ragazzi. La speranza è di poter arrivare un domani a offrire anche un servizio domiciliare, ampliando ulteriormente le offerte per il territorio.
«La nostra idea è di avere un operatore ogni tre ospiti», continua la presidente dell’associazione Abilitiamo Autismo Onlus. Un cammino avviato, ambizioso, che potrebbe essere un traino per esperienze simili al momento assenti, almeno in Lombardia, tanto da costringere i genitori – per il bene dei propri figli – a ulteriori trasferte in regioni vicine, come il Piemonte oppure il Trentino.
La Cascina Cristina, una volta ultimata, avrà un centro diurno, spazi sollievo per le famiglie, un caseggiato per le residenze, giardini, una serra didattica, laboratori, il tutto per permettere ai ragazzi «l’avvio di una vita autonoma» e «opportunità per attività lavorative e occupazionali». Al traguardo non manca poco, ma guardando la strada che c’era da percorrere, è confortante sapere che la parte maggiore è ormai alle spalle.

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