Cronaca

Pasquale De Feudis arrestato su ordine della Dda di Napoli

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L’esponente del Pd comasco coinvolto in un’inchiesta su appalti sanitari a Caserta

(da.c.) L’ex assessore comunale di Como, Pasquale De Feudis, 66 anni, è tra le persone arrestate qualche giorno fa su ordine del gip del Tribunale di Napoli Isabella Iaselli nell’ambito di un’inchiesta che ha portato in carcere alcuni dirigenti dell’Asl di Caserta, il consigliere regionale campano Angelo Polverino (Pdl) e alcuni imprenditori. Ai fermati sono stati contestati i reati di concorso esterno in associazione per delinquere di stampo mafioso, abuso d’ufficio e turbativa d’asta. Secondo

i pubblici ministeri della Dda di Napoli, Francesco Greco, Giovanni Conzo e Luigi Landolfi, gli arrestati con la loro condotta avrebbero addirittura agevolato i clan camorristici dei Belforte di Marcianise e dei “Casalesi”.
Pasquale De Feudis, rieletto pochi giorni fa nell’assemblea provinciale del Partito Democratico di Como, è finito nelle maglie dell’inchiesta per il suo ruolo di dirigente della Co.Lo.Coop (Consorzio Lombardo Cooperative), azienda milanese aggiudicataria di alcuni appalti per la pulizia di strutture sanitarie del Casertano. Attraverso soprattutto intercettazioni telefoniche e ambientali, ma anche riprese video, osservazione diretta e i più classici pedinamenti, gli investigatori campani hanno raccolto a carico degli indagati quello che nell’ordinanza viene definito come «un grave quadro indiziario, in relazione a vicende riguardanti un giro d’affari milionario».
L’inchiesta è tuttora in divenire e non si escludono novità nei prossimi giorni. Il ramo principale dell’indagine si riferisce comunque a un appalto da 26 milioni di euro per la pulizia dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta concesso dall’Asl della città campana a un’azienda considerata vicina al clan Belforte e poi prorogato senza che ve ne fossero i requisiti.
La notizia dell’arresto di De Feudis era rimasta in questi giorni sotto traccia. L’operazione della Dda di Napoli aveva fatto sì rumore ma non fuori dai confini regionali. Ieri, la voce del fermo ha iniziato a diffondersi anche sul Lario. Attivo in politica da anni, De Feudis è stato assessore ai Servizi sociali di Como alla fine degli anni ’80, quando ancora militava nel Partito Socialista. Incappato in un paio di vicende giudiziarie, aveva patteggiato un anno davanti al giudice Alessandro Bianchi (lo stesso della strage di Erba) per una concessione di case Iacp ai familiari.
Dopo anni di silenzio, era tornato sulla scena politica guidando sul Lario l’Udeur di Mastella. Un’esperienza breve, condita anche dalla candidatura alle politiche del 2006 come capolista in Lombardia. Era poi entrato nel Pd.
Il caso in Parlamento
Nelle ultime ore, De Feudis è finito anche in un’interrogazione parlamentare presentata dalla senatrice siciliana del Movimento 5 Stelle, Nunzia Catalfo, che lo ha erroneamente definito «segretario provinciale del Pd di Como». La Catalfo, dopo aver riassunto per sommi capi la vicenda in cui è coinvolto lo stesso De Feudis, ha chiesto ai ministri per gli Affari regionali e le Autonomie, dell’Interno e della Salute «quali iniziative siano state poste in essere al fine di accertare l’effettiva idoneità e legittimazione dell’azienda Co.Lo.Coop. a stipulare contratti con pubbliche amministrazioni».
Il comunicato del Pd di Como
Ieri, in serata, sul sito Internet dei dem lariani, è apparso uno scarno comunicato in cui si dice che «la commissione di garanzia della federazione provinciale di Como del Partito Democratico, alla luce delle decisioni adottate dall’autorità giudiziaria di Napoli, in base alle disposizioni dei regolamenti regionale e nazionale nonché del codice etico del Partito Democratico, ha adottato un provvedimento di sospensione dell’attività politica in seno al partito nei confronti di Pasquale De Feudis».

Nella foto:
Gli appalti per la pulizia dell’ospedale di Caserta sono al centro dell’inchiesta che ha portato De Feudis in carcere
21 Novembre 2013

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