Cronaca

Passaggio di residenza possibile. Ma bisogna stare attenti al fisco

alt L’avvocato Paolo Bernasconi

Disegnare il profilo dell’italiano che dopo aver riempito il proprio fagotto fa rotta verso la Confederazione non è troppo complicato. «Sono soprattutto imprenditori, persone che dicono di amare il proprio Paese ma di essere costrette ugualmente a lasciare l’Italia poiché non più in grado di lavorare a causa di un fisco oppressivo e di una burocrazia eccessiva».
Paolo Bernasconi, avvocato fiscalista e docente universitario, è il senior partner di uno dei più noti studi legali di Lugano. Dai suoi uffici di

via Lucchini, affacciati sul parco di Villa Ciani e sul Palacongressi della città sottocenerina, Bernasconi ha visto negli ultimi anni crescere in modo esponenziale il numero di italiani desiderosi di andare a vivere in Svizzera.
Ma facendo leva sulla praticità e la risolutezza tipica di chi è abituato a usare le parole senza fronzoli di alcun tipo, Bernasconi chiarisce che il passaggio «armi e bagagli» da un Paese all’altro «non è una passeggiata».
«Il primo consiglio che do ai nostri clienti – dice il professionista luganese – è di trattare bene con il proprio tributarista italiano. In caso di trasferimento, infatti, viene automaticamente aperto un accertamento. Il cittadino italiano deve dimostrare, con onere della prova a suo carico, che il cambio di residenza è reale, non fittizio. E di aver deciso di non più avere l’Italia come centro dei propri interessi personali, professionali ed economici».
Insomma: il cambiamento di vita dev’essere totale. «Fuggire dalla sovranità fiscale italiana non è uno scherzo». In gergo, si dice “tagliarsi i ponti alle spalle”. Cominciare daccapo. «Una volta stabilita la propria residenza in Svizzera, le cose effettivamente possono essere più semplici. Se in Italia fare impresa è un inferno burocratico, nel nostro Paese, ordinato e più piccolo e dove l’amministrazione è ancora relativamente al servizio del cittadino, tutto appare meno complicato. Finisci di fare le code e la burocrazia ti fa vivere». Ma, come suggerisce la saggezza popolare, non tutto ciò che brilla si rivela prezioso.
«La Svizzera è una nazione costosa. Gli immobili non sono facilmente accessibili, anche perché negli ultimi anni un grande afflusso di cittadini facoltosi provenienti da Paesi diversi ha fatto crescere il mercato delle abitazioni in modo spaventoso. C’è chi ha comprato senza badare a spese». Non è soltanto la casa a destare ansia. Anche per la salute si deve pagare. E non poco.
Ma tutto questo non sembra scoraggiare gli imprenditori italiani. «Oggi in Ticino è difficile anche trovare un capannone vuoto – conclude Bernasconi – Qualcosa sta cambiando».

27 Novembre 2013

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
Dicembre: 2018
L M M G V S D
« Nov    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l.
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto