Vip

Passera contro Renzi: «No al pensiero unico. Non serve al Paese»

altLa politica che verrà
Libeskind promosso: «È arte e innovazione»
Le idee. E la platea. Se si dovesse necessariamente trovare una sintesi capace di condensarne il significato, la serata comasca di Corrado Passera potrebbe essere descritta in due modi diversi. Il primo, elencando i punti fondamentali del manifesto politico-programmatico racchiuso dall’ex ministro del governo Monti nel suo ultimo libro, Io Siamo, edito da Rizzoli.
Il secondo, mettendo in fila i nomi pesanti della borghesia lariana che nel tardo pomeriggio di ieri hanno affollato la platea

del Teatro Sociale: il notaio Francesco Peronese, impeccabile padrone di casa; Paolo De Santis, numero uno uscente della Camera di Commercio; Francesco Verga, capo degli industriali comaschi; Giansilvio Primavesi, presidente di Confcommercio. E poi, in ordine sparso, Giorgio Carcano, Angelo Majocchi, Andrea Camesasca, Jean-Marc Droulers. Pochissimi i politici: il sindaco di Laglio, Roberto Pozzi, l’assessore comunale Marcello Iantorno, il consigliere di Forza Italia Anna Veronelli.
«Non tutta l’Italia è destinata a morire renziana», ha detto introducendo la discussione il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti. Il quale, dialogando anche con il sociologo Mauro Magatti, ha di fatto quasi incoronato l’ex ministro quale possibile guida futura di un centrodestra «in crisi di prospettiva e di leadership. Corrado Passera è un embrione di alternativa al renzismo», ha aggiunto Sallusti, dando il la alle considerazioni più politiche del manager comasco. «C’è un pensiero unico e forse anche un partito unico che non stanno facendo bene e non servono al Paese».
L’obiettivo dell’ex ministro, almeno dal punto di vista elettorale, è il sempre più grande bacino dell’astensionismo.
«Chi non ha votato cerca una casa – ha aggiunto Passera – Una casa in cui si faccia innovazione, in cui si sviluppi competitività, capacità progettuale. Credo che la rinuncia a volersi occupare del proprio Paese sia negativa».
Qualche riflessione è giunta dall’imprenditore lariano anche sulla situazione cittadina. «C’è un tema chiaro, ed è l’inadeguatezza dimostrata da chi si è lasciato sfuggire molte opportunità. A Como una classe politica ha finito il suo ciclo mostrando di non avere un progetto di città».
Duro anche il giudizio sulla «mancata capacità decisionale», di cui la Ticosa è un «esempio tra i più clamorosi».
Promosso senza tentennamenti il monumento di Daniel Libeskind – «Una bella cosa» – e bocciati con altrettanta decisione i contrari alla grande installazione dell’archistar: «È triste bloccare o rimandare il nuovo, questo progetto è un connubio di innovazione e arte».

Da. C.

Nella foto:
Corrado Passera, già amministratore delegato di Banca Intesa e ministro (Mv)
22 ottobre 2014

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
ottobre: 2018
L M M G V S D
« Set    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
 Farmacie di turno 

   Ospedali   

   Trasporti   
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto