Patente nautica con il trucco: tre condanne

Vista esterna Motorizzazione civile

Nove mesi a testa per i tre indagati finiti di fronte al giudice con l’ipotesi di reato di falso.
È quanto deciso ieri mattina, accogliendole richieste del pubblico ministero Massimo Astori, dal giudice dell’udienza preliminare Carlo Cecchetti.
In aula, in uno dei tanti rivoli del filone che aveva coinvolto la Motorizzazione Civile di Como, nella foto, e il suo ex funzionario Antonio Pisoni, era finita anche una vicenda che aveva riguardato una patente nautica fatta ottenere alla figlia del titolare di un cantiere nautico e di una attività di noleggio barche del lago.

L’accusa mossa dalla Procura di Como è stata quella di falso. Secondo il pm, la ragazza – all’epoca dei fatti appena 18enne – non avrebbe sostenuto la prova pratica di guida nautica nel giorno che era stato indicato, ovvero il 5 gennaio 2017, per conseguire il titolo professionale di “pilota motorista”. Inoltre, il 10 gennaio sempre del 2017, Pisoni avrebbe attestato «contrariamente al vero», che la ragazza «aveva superato con il punteggio di 15/20 l’esame per conseguimento del titolo» di pilota motorista autorizzato, titolo poi apposto anche sul “libretto di navigazione per il personale navigante in acque interne”.


Quest’ultimo documento, abilitante al trasporto pubblico delle persone (come ad esempio i “taxi nautici” e il noleggio imbarcazioni) aveva però una piccola particolarità: secondo il regolamento per la navigazione interna poteva essere rilasciato solo a chi aveva compiuto i 21 anni, e la giovane ne aveva appena 18. Evidentemente un problema non insormontabile per il solerte funzionario della Motorizzazione, per il titolare del cantiere nautico e per la figlia di quest’ultimo, che infatti festeggiò il conseguimento – per la verità senza molta fatica – del titolo per poter navigare.

La vicenda, che come detto era finita nell’ambito del più ampio fascicolo collegato al nome del funzionario e che aveva coinvolto anche diverse scuole guida del territorio per altre tipologie di fatti e reati, ieri mattina è finita davanti al giudice dell’udienza preliminare di Como che, al termine della camera di consiglio, ha scelto di condannare tutti e tre gli indagati alla pena di 9 mesi compreso il terzo di sconto dovuto al rito scelto, ovvero l’Abbreviato.

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