Patenti e certificati per gli autisti “facili”, due condanne, tre rinvii a giudizio e una raffica di patteggiamenti ieri in tribunale a Como.La pena più pesante è quella inflitta dal giudice ad Antonio Pisoni, funzionario della motorizzazione civile, condannato a 8 anni e 10 mesi.Pena di 3 anni invece per Roberta Bernasconi, dell’autoscuola Catelli. Rinviati a giudizio, con udienza fissata per aprile 2021 Chiara e Andrea Catelli e Alessandro Bianchi.Il procedimento arrivato a sentenza ieri è uno dei filoni principali della maxi-inchiesta sulle presunte attività di corruzione e falso legate proprio a Pisoni e ad alcune autoscuole della provincia di Como. L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Massimo Astori e affidata alla polizia stradale, comprende anche altri procedimenti che hanno già portato a precedenti sentenze di condanna.L’operazione del 2017 aveva smantellato un sistema studiato per facilitare, dietro pagamento, gli autisti di camion nell’ottenimento del Cqc (carta di qualificazione del conducente) e del patentino Adr, che abilita al trasporto di materiale pericoloso.A sei dei 24 imputati a giudizio, a partire proprio da Pisoni, il magistrato ha contestato anche l’associazione per delinquere. Per l’accusa, si sarebbero associate tra loro per commettere una serie di delitti quali corruzione, falso in atto pubblico e falso nelle certificazioni amministrative, per favorire e agevolare le due autoscuole coinvolte. Esisteva, secondo il pubblico ministero, un “listino prezzi”, con tariffe per i “servizi” ma anche pieni di benzina, acquisti di alimentari, cene e tagli di capelli. Contestazioni che vanno dal 2010 al 2017.I presunti favori portavano alla «promozione garantita della quasi totalità dei candidati», al «superamento veloce e irregolare dei controlli periodici di revisione dei veicoli», al «disbrigo veloce delle pratiche amministrative». I comportamenti illeciti avrebbero portato al rilascio di centinaia di patenti e rinnovi per l’abilitazione al trasporto in forma professionale di merci e persone. Per Pisoni, Astori aveva chiesto una condanna a 9 anni. Il giudice ha inflitto una pena di 8 anni e 10 mesi, con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Per Roberta Bernasconi la richiesta dell’accusa era stata di 4 anni. La sentenza sancisce una pena di 3 anni e l’interdizione per altrettanti dai pubblici uffici. A questo si aggiungono come detto i rinvii a giudizio e una serie di patteggiamenti da 2 mesi a oltre 2 anni. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 60 giorni.
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