Patenti facili “made in Como”: salgono a 11 gli indagati lariani

polizia stradaleFinti candidati si sostituivano a quelli veri per far passare l’esame di teoria
Si allarga l’inchiesta sull’associazione per delinquere attiva a Como e volta a far conseguire patenti facili a chi era disposto a versare fino a 2.800 euro per il solo esame teorico. Raggiri andati in scena alle motorizzazioni di Torino (in cui ci fu scoperto l’episodio da cui poi partirono le indagini), Biella, Pavia, Bergamo, Lecco, Vicenza, Varese, Roma, Cuneo, Milano, Vercelli, Padova e infine Brescia.

L’ordinanza emessa nelle ultime ore, è andata ad integrare (arrivando a 37 episodi contestati) quella che già in ottobre aveva colpito quattro comaschi che ora sono saliti a undici. Tra questi il promotore e organizzatore del sodalizio criminale, ma anche i suoi collaboratori e chi aveva il compito di sostituire i candidati alle prove di esame. Da quanto è stato possibile ricostruire, le indagini occuperebbero un lasso temporale compreso tra il maggio del 2010 e il 26 ottobre 2012. Determinante per arrivare a questo supplemento di ordinanza, sono state le indagini e le perquisizioni eseguite dalla polizia stradale di Como che, nel passare al setaccio l’appartamento del leader del gruppo, trovò una mole notevole di documenti già falsificati e pronti per l’uso: dato che fece pensare da subito e in modo inequivocabile ad una attività dell’associazione per delinquere molto più ampia di quanto si pensasse.

 

Ulteriori dettagli sul Corriere di Como in edicola il 20 gennaio

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