Patria, amore, follia: arrivano i “Puritani”

Stagione lirica
L’opera di Bellini ospite sul Lario nell’allestimento cremonese
Dopo il felice esordio con Rigoletto di Giuseppe Verdi e Il cappello di paglia di Firenze di Nino Rota, la stagione lirica del Teatro Sociale di Como As.Li.Co. prosegue, questa settimana, con una partitura del compositore siciliano, e lariano di adozione, Vincenzo Bellini, I Puritani.
Il nuovo allestimento dello spettacolo – in programma a Como il 4 novembre alle 20.30 e domenica 6 alle 15.30 – proviene dal Ponchielli di Cremona, dove è stato forgiato dalle stesse maestranze che, nella stagione scorsa, avevano messo in scena Medea di Cherubini.
Il maestro Antonio Pirolli sarà alla guida dell’Orchestra Lirica dei Pomeriggi Musicali di Milano e del coro del Circuito Lirico Lombardo e la regia sarà affidata a Carmelo Rifici con la collaborazione dello scenografo Guido Buganza.
Nelle note di regia, Carmelo Rifici precisa di aver deciso di ambientare la vicenda in un palazzo sobrio e austero.
«Potrebbe trattarsi di una chiesa, ma anche di un cimitero o di un obitorio. Un palazzo nella neve, dove vivono raggelati i sentimenti dei protagonisti. La scena ha un doppio piano, come doppie sono le vite di chi lo abita: la vita reale e quella del desiderio, nascosta nell’animo del quartetto (Elvira, Arturo, Enrichetta, Riccardo) e concretizzata sul palcoscenico con l’uso di attori che doppiano i protagonisti. Fantasmi che si muovono sul piano del sogno (la parola sogno ritorna moltissime volte nell’opera) e che chiariscono al pubblico la dinamica del desiderio represso. I costumi sono invece progettati su una rivisitazione dell’epoca, costruiti con materiali plastici che accentuano la natura “costrittiva” del puritanesimo».
Scritta durante un soggiorno parigino e andata in scena nel 1835, l’opera risente delle reciproche contaminazioni tra l’influsso francese e quello italiano. Con I Puritani, l’arte di Bellini si apre infatti alle esperienze romantiche d’Oltralpe: lo testimoniano, per esempio, un uso dell’orchestra in funzione espressiva, il ricorso a ricchi effetti timbrico-strumentali o ad armonie ricercate. Per quanto riguarda il libretto, Bellini scelse un soggetto storico, tratto dalla storia inglese, e ambientato a metà Seicento, al tempo delle lotte tra i puritani, seguaci di Cromwell, e i partigiani degli Stuart, affidandone la stesura al conte Carlo Pepoli. L’intricata e macchinosa vicenda, tratta dal dramma storico Têtes rondes et Cavaliers di Jacques-Arsène François-Polycarpe d’Ancelot e Joseph Xavier Boniface, offriva una grande quantità di situazioni teatrali e di tematiche (da quella eroico-patriottica a quella amorosa, fino al tema della follia) che avrebbero fornito stimoli per la resa canora e musicale in scena.
Il cast vocale prevede per i ruoli principali il soprano Jessica Pratt (Elvira) e il tenore Gianluca Terranova (Lord Arturo Talbo). Accanto a loro, Luciano Leoni, Luca Tittoto, Alessio Arduini, Marco Voleri e Angela Nicoli. Ingresso 58/16 euro.

Tamara Pertusini

Nella foto:
Una scana dell’opera belliniana I Puritani nell’allestimento del Teatro Ponchielli di Cremona

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