Patria, è arrivato l’ok della Soprintendenza. Ma per le crociere serve un anno di lavoro

Battello Patria Piroscafo

Quello che fino all’inizio della settimana era uno scenario a tinte fosche da ieri gode un po’ di sereno. Sulla vicenda del piroscafo Patria, storico emblema della Navigazione lariana nato nel 1926 e fermo da tempo, si è aperto uno spiraglio di speranza.
È arrivata infatti la tanto attesa autorizzazione dalla Soprintendenza all’«uso individuale del bene». L’atto secondo quanto comunicato ieri dall’amministrazione provinciale proprietaria del natante ancorato di fronte a Villa Olmo «porta la firma del Direttore della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio» e «autorizza la Provincia di Como, ente proprietario del natante, a concederne l’uso alla Como Lake Steamship Company Snc, società vincitrice del bando per la sua gestione».
A patto che si rispettino «alcuni vincoli»: dovrà «essere preservata la storicità del bene evitando riusi e rinnovi impropri, eventuali interventi su parti originali o storiche del bene dovranno essere reversibili e dovranno essere in ogni caso garantite la conservazione e la fruizione pubblica del bene».
«È stato un iter lungo – ha affermato ieri Fiorenzo Bongiasca, presidente della Provincia – la nostra richiesta, infatti, portava la data del 10 gennaio 2019. Nel frattempo la politica si è messa di mezzo, complicando l’attribuzione delle competenze su simili pratiche tra Ministero e Segretariato Regionale e dilatando così i tempi. Ora la competenza è stata chiarita, l’atto di approvazione è stato firmato ed è finalmente arrivato sul nostro tavolo. Convocheremo già nei prossimi giorni i rappresentanti della società che si era aggiudicata il bando».
Il natante in attesa dell’autorizzazione è rimasto al palo a Villa Olmo, dove è preda delle intemperie, della ruggine e del guano dei volatili, agenti nocivi che ne hanno compromesso parte della copertura. Crescono anche alcune piante sullo scafo.
Fino all’altro giorno i rapporti tra Provincia e i titolari della Como Lake Steamship Company erano tesi, tanto che uno dei due titolari, Enrico Guggiari, aveva chiesto alla Provincia di correre ai ripari con coperture provvisorie per salvaguardare il prezioso natante.
Ieri ha saputo dal “Corriere di Como” la buona notizia: «Apprendo dalla stampa la notizia che la Soprintendenza – ha detto – dopo un anno dalla lettera di aggiudicazione della Provincia di Como, ha dato parere favorevole al nostro progetto di gestione del Piroscafo Patria. Non  conosco i contenuti dell’autorizzazione e  quindi mi riservo un commento in merito dopo aver analizzato il documento. Sono soddisfatto che  sia stato fatto questo passo fondamentale per iniziare a lavorare concretamente sul progetto e sono ottimista che, con la collaborazione della Provincia, si possa arrivare rapidamente alla sottoscrizione degli accordi propedeutici alla firma del contratto di concessione (manutenzione, ormeggi, alaggio)».
E qui partirà una navigazione tutt’altro che semplice: oltre a contratti e concessioni vanno confermati i rapporti con i finanziatori: costerà 3 milioni di euro realizzare sul Patria le migliorie che la società di Guggiari e del suo socio Giorgio Porta ha studiato per trasformare il natante in un panfilo per crociere turistiche di lusso con otto camere doppie, zona di intrattenimento e bar ristorante. Servirà in tutto circa un anno di lavoro, tra progetto esecutivo (ancora da fare), assunzione e formazione dell’equipaggio (circa sei addetti fra tecnici e ristorazione), i 93mila euro dei lavori necessari per ottenere un nuovo certificato “Rina” (senza il quale il Patria naviga solo se trainato).
E su tutto pende la spada di Damocle degli ammaloramenti, da quantificare: pulizia, riverniciature, costoso legno tek da rifare a causa delle infiltrazioni che dal ponte superiore si sono insinuate nel ventre del piroscafo. Per incentivare con il Patria il turismo di lusso e varare crociere di tre giorni nei luoghi più caratteristici del Lario, dal 15 aprile al 15 ottobre, la strada da compiere è ancora lunga.

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