«Patria, maggiore vigilanza per tutelare il piroscafo»

Piroscafo Patria

Sono trent’anni che il piroscafo Patria, gemello del Concordia in servizio, non naviga regolarmente. Quasi trent’anni fa, nel 1992, la Famiglia Comasca scese in campo per recuperarlo. Da anni, proprietà della Provincia, è al palo a Villa Olmo e tra sei anni avrà un secolo di vita. In quali condizioni? Albergo galleggiante per ricchi come nei progetti? Ne parlerà il 12 settembre alle 17 al Museo della Barca Lariana di Pianello l’esperto di battelli lariani Massimo Gozzi.

Giorgio Porta ed Enrico Guggiari della Como Lake Steamship Company Snc, società vincitrice del bando provinciale per la gestione (che prevede peraltro per sei mesi l’uso pubblico del natante), entro l’inverno devono presentare al ministero dei Beni culturali il progetto esecutivo per gli interventi volti a trasformare il battello. È lecito immaginare una corsa contro il tempo perché nell’estate 2021 il sogno si avveri.
Intanto il Patria è fermo, occorre rifare il ponte in legno di tek ormai ammalorato, ispezionare la carena, rimettere a punto le macchine.

«Auspico prima di tutto che il bene sia tutelato, la situazione è critica. Il decreto del ministero che lo dichiara di interesse storico impone una stretta sorveglianza. Si deve evitare che vada in malora e affondi, una burrasca sul lago sarebbe deleteria, e va tutelato da interventi eccessivamente invasivi e irreversibili. Per questo auspico che da parte del ministero ci sia una maggiore vigilanza attiva in ogni fase. Anche sul lago di Costanza navigano battelli simili trasformati in alberghi per crociere lunghe più di un giorno, ma adattarli ha comportato servizi aggiuntivi, come aria condizionata ad esempio. E poi si parla di crociere di lusso: uno standard che potrebbero incidere sul mantenimento dell’originalità del battello. La sorveglianza dev’essere molto stretta. E non dimentichiamoci del deperimento: ogni giorno che passa fa costare di più la ripartenza. I battelli meno si usano e più si usurano».

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