Patria, si attende l’ok del ministero

Piroscafo Patria

Attese probabilmente lunghe per sbloccare il destino del piroscafo Patria, vanto della navigazione sul nostro lago e al centro di una vicenda lunga come un romanzo. Il ministero dei Beni Culturali deve ancora dare il suo parere sulla relazione tecnica e storica stilata da un esperto lariano di battelli per dare il certificato di bene culturale storico al natante comasco. E poi si dovrà attendere un ulteriore parere del ministero sui lavori di ristrutturazione previsti per farlo tornare a navigare il crociere di lusso sul lago.
Ecco l’antefatto. La società Lake of Como Steamship Company Snc, costituita da Giorgio Porta ed Enrico Guggiari, a novembre dello scorso anno si è aggiudicata l’appalto ottenendo il via libera della commissione tecnica provinciale ed è come detto tuttora in attesa di conoscere il verdetto romano, prima di poter dare il via libera ai lavori di ristrutturazione. In altre parole i Beni Culturali devono decretare sulla base di una relazione dettagliata sul piano ingegneristico e storico con tanto di disegni e fotografie che il piroscafo sia a tutti gli effetti anche formalmente un bene storico.
La relazione è stata consegnata a febbraio e pare che a metà mese di settembre massimo alla fine di settembre il parere sarà in arrivo a Como. Intanto il piroscafo è ormeggiato all’attracco pubblico di Villa Olmo.
Per essere prosaici, senza certificazione che ne attesti la qualifica di bene storico, è un pezzo di ferro galleggiante, senza pedigree certificato. Senza “patente” storica.
E poi è vuoto, senza arredi dopo il restauro di scafo e parti meccaniche fortemente voluto da Piercesare Bordoli in qualità di presidente della associazione culturale cittadina Famiglia Comasca in seguito al quale è stato affidato all’amministrazione provinciale.
Il progetto presentato dai due imprenditori Porta e Guggiari è ambizioso: mini crociere, da tre giorni massimo, sul lago di durante i mesi estivi, mentre per il resto dell’anno mettere a disposizione il piroscafo per ospitare eventi culturali, come mostre ed eventi. Altri laghi come quello di Costanza ad esempio offrono esempi in merito.
Il tutto comporterà un adeguato adattamento degli interni, di fatto a quanto pare un ripensamento ex novo dell’arredo, e qui c’è l’altro corno del problema. Il ministero ai Beni Culturali tramite la Soprintendenza dovrà dare un ulteriore parere sul progetto una volta determinata la storicità del bene.
Altri tempi tecnici che allungano il diario di bordo, in una navigazione che per ora procede come sul dirsi a vista

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