Patrimonio, il Comune punta alla maxi-vendita: «Incassi per 20 milioni»

altLa dismissione dei beni
Iantorno: «All’asta 28 immobili»

Obiettivo massimo: incassare circa 20 milioni di euro in 3 anni. Il mezzo: la vendita, da parte del Comune di Como, di 28 immobili (compreso l’ex orfanotrofio di via Grossi). Intorno a questi due cardini ruota l’azione dell’assessore alla partita, Marcello Iantorno, che ieri mattina ha svelato i dettagli dell’ambizioso piano delle alienazioni da qui al 2016. Ora, prima di passare alle aste vere e proprie, servirà il via libera del consiglio comunale al programma appena illustrato e al nuovo regolamento della materia.

Per quanto riguarda quest’ultimo, la principale novità riguarda l’introduzione del diritto di prelazione a favore dell’ultimo concessionario. «Parliamo delle concessioni di durata non superiore ai 6 anni – ha specificato Iantorno – alle quali sarà riconosciuto il diritto di prelazione, purché siano in regola con i pagamenti e purché abbiano partecipato alla prima gara».
«Si tratta – ha aggiunto l’assessore – di una novità storica in materia concessoria, che garantisce sia la continuità delle attività economiche, sia l’amministrazione comunale stessa».
Per quanto riguarda la vendita del patrimonio pubblico (case, negozi, terreni), si passerà sempre tramite aste pubbliche. «Il prezzo base sarà sempre quello indicato dalle perizie estimative – prosegue Iantorno – La modifica che abbiamo introdotto, viste le attuali condizioni del mercato, è che la seconda gara sia bandita con un abbattimento del 15% del prezzo posto a base d’asta. E se anche la seconda gara dovesse andare deserta, la giunta avrà la possibilità di decidere un ulteriore abbattimento fino ad un massimo del 25%».
Per quanto riguarda, invece, il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, gli edifici che saranno messi in vendita tra il 2014 e il 2016 saranno 28, alcuni liberi, alcuni con contratti d’affitto in essere. «Di questi 28 immobili – ha sottolineato Iantorno – 20 saranno messi all’asta quest’anno, con una programmazione stimata per un incasso di 5 milioni e 696mila euro. Nel 2015 è invece programmata l’alienazione dell’ex orfanotrofio di via Tommaso Grossi, per un incasso stimato di 9 milioni e 700mila euro».
Per il 2016, infine, il Comune punta alla vendita di 7 immobili con un incasso stimato di 4 milioni e 385mila euro.
Prima della vendita, l’amministrazione dovrà procedere con una serie di adempimenti burocratici, dalle certificazioni energetiche a quelle catastali. Inoltre, per gli edifici che hanno più di 70 anni servirà ottenere anche il parere della Soprintendenza. «Con tempi – ha rimarcato Iantorno – che spesso si protraggono per mesi». Sul fronte delle concessioni, l’assessore ha specificato come ci siano «decine di situazioni con contratti scaduti o inesistenti. L’obiettivo è regolarizzare tutte le posizioni e la gara diventerà la regola».
Tutte le attività dovranno garantire, oltre al pagamento del canone, «l’autosufficienza sul fronte della manutenzione ordinaria e del pagamento delle utenze, e dovranno essere presentate delle fideiussioni». Resteranno sempre validi i criteri per cui alle onlus e ai no-profit possono essere concessi abbattimenti del canone in virtù dell’attività svolta. «In linea generale, tuttavia, non esistono scelte individuali della giunta – ha chiuso Iantorno – La Corte dei Conti e le normative e non lasciano strade alternative».

Nella foto:
Un particolare dei cortili interni all’ex orfanotrofio di via T. Grossi a Como. La vendita dell’immobile è fissata per il prossimo anno

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