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Patronati, raccolta di firme a Porta Torre per evitare il taglio dei servizi ai cittadini

Ieri presidio contro la legge di stabilità. «La situazione è critica»

(f.bar.) La pioggia torrenziale non ha fermato i patronati. La posta in gioco è troppo alta per farsi scoraggiare e così ieri mattina alle 10 in punto, sotto Porta Torre, gli operatori comaschi dei patronati hanno sensibilizzato la cittadinanza. A causa dei tagli previsti all’interno della legge di stabilità saranno infatti costretti a ridurre il personale e a chiudere alcune delle sedi presenti sul territorio. Ma, soprattutto, non potranno garantire ai cittadini più deboli tutte quelle attività

oggi assicurate gratuitamente.«Siamo qui, in mezzo alla strada, proprio per spiegare alle tante persone che magari non si sono rese conto di quanto sta accadendo che cosa potrebbe riservare il futuro prossimo – hanno detto ieri mattina i rappresentanti dei patronati Acli, Inas, Inca e Italuil della provincia lariana – Purtroppo la situazione è critica».E in tanti, nonostante la pioggia battente, attirati dalla mobilitazione si sono fermati per capire cosa stesse accadendo. «Molti si sono fatti spiegare i rischi della manovra. E hanno firmato la nostra petizione», hanno detto i responsabili dell’iniziativa.Per scongiurare i tagli previsti nella legge di stabilità, i patronati aderenti al Cepa (Centro patronati) hanno infatti avviato una petizione, cartacea o elettronica, all’indirizzo www.tituteliamo.it.E ieri, dopo mezz’ora, di firme ne erano già state messe più di 30. «Fortunatamente ora possiamo contare anche su alcuni emendamenti presentati in Parlamento proprio per cercare di scongiurare questi tagli», hanno sottolineato i rappresentanti di Acli, Inas, Inca e Italuil.Nella legge di stabilità, va detto, sono previsti tagli complessivi per 150 milioni di euro. In provincia di Como i patronati dispongono di 26 sedi, 108 recapiti e 41 dipendenti. Una struttura capillare, per far fronte alle necessità degli utenti, che verrà messa in difficoltà. Tutto ciò nonostante sia stato recentemente calcolato come, su scala nazionale, il sistema dei patronati faccia risparmiare alla pubblica amministrazione ben 657 milioni di euro ogni anno. Si tratta di una somma superiore di oltre 200 milioni rispetto alla cifra mediamente destinata ogni anno al “Fondo patronati”.Nel nostro territorio sono a rischio quasi un terzo dei dipendenti, con ripercussioni sull’offerta ai cittadini che, però, continueranno a versare le stesse tasse per un servizio che verrà invece ridotto a fronte di una mole di lavoro in continuo aumento. Basti pensare che le pratiche aperte nel 2013 in provincia di Como erano quasi 76mila e che i tagli metterebbero a rischio la gratuità del servizio.

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