Patto di stabilità ancora più severo. A Como un “cappio” da 9 milioni

altInvestimenti a rischio

Da un lato, la promessa del governo (per ora tale e nulla di più) di allentare i vincoli sui Comuni. Dall’altro, la sempre più dura realtà. Al centro, l’ormai famigerato Patto di stabilità, vera e propria ghigliottina per le pubbliche amministrazioni italiane, tra cui quelle lariane non fanno ovviamente eccezione.
E, a questo proposito, uno studio pubblicato ieri dal quotidiano economico-finanziario “Il Sole 24 Ore” dimostra come le prospettive per il 2013 per Palazzo Cernezzi siano

tutt’altro che rosee. I “lacci” che vincolano i bilanci dei Comuni – che spesso determinano surreali situazioni di amministrazioni “ricche” impossibilitate a investire per rispettare il Patto – quest’anno rischiano di imbavagliare ancora di più l’amministrazione di Como. Il perché è presto detto.
Attraverso la Legge di stabilità, infatti, è stata ulteriormente ristretta la facoltà dei Comuni italiani di effettuare pagamenti in capitale (di investire, in sostanza).
Per quanto riguarda Palazzo Cernezzi, ad esempio, l’obiettivo di base del Patto di stabilità per il 2013 è stato alzato del 3,1%. Il che, tradotto in maniera più spendibile, significa che il Comune di Como dovrebbe generare un avanzo economico maggiore rispetto a quello del 2012 per ben 9,7 milioni di euro. In pratica, dovrà stringere ulteriormente i cordoni della borsa al capitolo investimenti ancora più di quanto fatto finora, con un dato che – pro capite – dovrebbe attestarsi sui 114 euro.
A questo punto, dunque, è quasi superfluo sottolineare che la promessa del governo di allentare i vincoli del Patto per il 2013 e il 2014 diventi realtà e non rimanga per sempre lettera morta.

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