Paura della meningite, corsa al vaccino: picco di richieste

Vaccinazioni

In controtendenza rispetto a tutte le altre vaccinazioni, quella contro la meningite è da tempo in leggero aumento sul Lario.
Un trend di crescita che si è trasformato in un boom di richieste nell’ultimo periodo, sull’onda della tragica morte di due studentesse dell’università di Milano, uccise dalla grave malattia infettiva.
La Lombardia, stando ai primi dati raccolti dalle Ats, ha registrato quasi un raddoppio delle richieste di vaccinazione, con un picco in particolare tra i giovani e gli adulti e non solo in età pediatrica, quando generalmente vengono somministrati i farmaci preventivi.
La meningite può essere causata da diversi tipi di batteri e attualmente esistono vaccini contro la patologia di tipo A, C, W, Y e B, anche combinati tra loro.
Ogni regione ha un proprio calendario vaccinale con modalità diverse.
In Lombardia, il farmaco per prevenire la meningite è offerto fino ai 18 anni.
In età pediatrica, l’anti-pneumococco è somministrato in tre dosi al terzo, quinto e undicesimo mese di vita del piccolo mentre il siero contro il meningococco C in un’unica dose tra il dodicesimo e quindicesimo mese di vita.
Al di fuori del calendario vaccinale ordinario, chiunque può rivolgersi alla propria Ats – Agenzia di Tutela della Salute, la ex Asl – di riferimento per prenotare l’iniezione contro la meningite, pagando il ticket previsto in caso di persone al di sopra dei 18 anni. A Como città, l’ambulatorio di riferimento per le vaccinazioni dell’adulto è quello di igiene pubblica di via Cadorna e in ciascun distretto dell’Ats Insubria sono presenti sportelli dedicati. A causa proprio del picco di richieste, si stanno creando liste d’attesa che in molti casi prevedono ormai appuntamenti nel 2017.
In Lombardia, il picco di richieste è legato appunto alla tragedia delle due giovani studentesse universitarie uccise dalla meningite.
In Regione, il direttore del settore prevenzione è la specialista comasca Maria Gramegna, per anni dirigente dell’Asl di Como. «In un momento in cui purtroppo c’è una modesta flessione dell’adesione ai vaccini, la meningite registra un aumento della copertura e della richiesta, anche per classi di età che in passato non chiedevano la vaccinazione», ha spiegato a Radio24 Maria Gramegna.
La specialista invita a non creare allarmismi.
«Siamo tutti colpiti dai due eventi tragici delle studentesse – ha precisato Gramegna – ma in Lombardia non c’è un incremento dei casi. Piuttosto, dobbiamo valutare attentamente se c’è spostamento delle classi di età interessate. Fino ad ora la prevalenza era tra 0 e 9 anni, se c’è un cambiamento bisogna valutare se modificare la politica dell’offerta, che sul meningococco C è fino ai 18 anni».
Il contagio, come ripetono gli specialisti, avviene solo «tramite contatti ravvicinati e prolungati con la persona portatrice».
Nella popolazione generale, il 10-12% di persone sono portatori sani. In caso di malattia scatta la profilassi preventiva.
Anna Campaniello

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