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Pazienti fragili, protestano gli “invisibili”

L’Asst Lariana il 16 marzo annuncia che per i pazienti “estremamente vulnerabili” si avvieranno incontri con «i medici che li hanno in carico» per evidenziare le priorità cliniche al fine di programmare la vaccinazione anti-Covid. In tali aree rientrano ad esempio malattie respiratorie, cardiocircolatorie, neurologiche, diabete e altre endocrinopatie, fibrosi cistica, malattie cerebrovascolari, patologie oncologiche, sindrome di Down, diagnosi di Aids e obesità con indice di massa corporea superiore a 35.Tutti soggetti che rischiano di sviluppare la malattia in forme gravi. Il 17 marzo la stessa Asst precisa che la convocazione di tali pazienti è «a carico dei centri di riferimento specialistici delle strutture ospedaliere».Le prime vaccinazioni sono partite ieri. Al Sant’Anna di San Fermo sono stati vaccinati 45 pazienti sotto dialisi. Chi ha tali patologie e non viene seguito da strutture ospedaliere, però, fa presente ai medici generici curanti la propria condizione di “invisibile” rispetto a questo programma. La gran parte dei fragili con gravi patologie infatti viene seguita a livello ospedaliero ma ci sono casi, come si legge nelle domande degli utenti sulla pagina Facebook di Asst, che non sono tali. E i medici generici cui si rivolgono non possono aiutarli per ora.Ad esempio un lettore con obesità “maggiore di 35” ma non preso in carico dall’ospedale ci fa sapere di avere scritto all’Unità Operativa Semplice per le vaccinazioni di Como e gli è stato risposto: «La Regione Lombardia ha comunicato che i soggetti fragili con gravi patologie seguiti negli ambulatori specialistici delle strutture ospedaliere pubbliche e private saranno convocati dalle stesse strutture per eseguire ivi la vaccinazione».Da parte sua Gianluigi Spata, presidente dell’Ordine dei medici di Como, commenta: «Noi medici siamo pronti a fare la nostra pare e siamo ben consapevoli di questo problema che riguarda una parte dei fragili, C’è da augurarsi che nel giro di breve tempo ci siano direttive più chiare, anche noi le stiamo sollecitando, visto che per alcuni le regole non sono state emanate e si possa indirizzare tutti i pazienti fragili ai nostri hub locali per ottenere quella vaccinazione di massa che è ciò che serve per vincere la battaglia in un territorio in cui il 30% degli abitanti ha almeno una patologia cronica».

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