Cronaca

Pd, Forza Italia e Lega ascoltino la campana

La riflessione. Di Marco Guggiari
I numeri non si possono stiracchiare e la loro evidenza consegna la prima chiave di lettura del voto europeo. A Como e in provincia tre dati sono inconfutabili: il successo senza precedenti del Pd, che nel capoluogo tocca il 44%; la pesante sconfitta di Forza Italia, sotto il 20% nei cinque centri più popolosi del Comasco; la tenuta della Lega rispetto alle elezioni politiche dell’anno scorso.Per uscire dalla matematica, possiamo parlare di un’onda lunga riconducibile ai leader – l’ascesa , al momento irresistibile, di Renzi; il declino, forse definitivo, di Berlusconi – e di conferma dell’insediamento territoriale per il Carroccio.
Qui si innesta però la seconda chiave di lettura, meno esplicita perché i numeri non bastano a svelarla, a meno che li si collochi nel loro contesto. Il Pd, per esempio, a Como città ha ottenuto un risultato che ha precedenti solo nella Dc degli anni Cinquanta. E questo è avvenuto nonostante le difficoltà della giunta guidata da Mario Lucini. È sotto gli occhi di tutti la situazione di stallo in cui si trovano i principali problemi: lungolago e area ex Ticosa, per dirne soltanto due. Sono altrettanto palesi le inadeguatezze di alcuni assessori e gli scricchiolii nella maggioranza che sostiene l’esecutivo. L’effetto Renzi, allora, va letto come un pungolo a fare, fare bene e – impresa a cui non siamo abituati – fare in fretta.
Questo, perché ogni capitale – umano e politico – non è inesauribile, come dimostra la parabola di Forza Italia, che proprio su questa sponda del Lario ha avuto per almeno quindici anni il suo picco massimo a livello nazionale e ora, doppiata dal Pd a livello provinciale e quasi “triplicata” nel capoluogo, deve pensare a ricostruire un movimento, una politica e le alleanze da cui dipende il futuro del centrodestra comasco.
L’insediamento territoriale della Lega non deve infine far passare sotto silenzio la crisi evidenziata qua e là dal voto comunale: fuori dal ballottaggio a Mariano Comense, Comune governato per due tornate; sindaco perso nella roccaforte di Lezzeno. I diversi competitori, insomma, non si lascino incantare. Dalle urne non escono soltanto i suoni di un piffero magico, ma i rintocchi di un’insistente campana.

Nella foto:
I partiti sono alle prese con la lettura del voto di domenica scorsa (Fkd)
28 maggio 2014

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