Pd, il candidato sindaco incassa il sostegno islamico

Tutta la comunità musulmana parteciperà all’elezione del prescelto dal centrosinistra
La comunità islamica andrà a votare, compatta, alle primarie del Pd. L’annuncio è stato fatto ieri pomeriggio nel centro culturale islamico di via Pino, direttamente dal portavoce dei musulmani comaschi, Safwat El Sisi.
«Abbiamo accolto con gioia l’apertura dei 4 candidati della sinistra che ci hanno invitato a partecipare alle votazioni del prossimo 27 novembre. Passaggio decisivo per designare il nome del candidato sindaco del Pd. È un segnale forte di integrazione. E noi andremo – spiega El Sisi – Siamo 2.500 e se mai un giorno toccasse anche a noi votare alle amministrative ci trasformeremmo in un bacino di consensi appetibile».
Ieri pomeriggio per spiegare il significato dell’iniziativa e i problemi della città sono intervenuti anche i quattro candidati del Pd: Mario Lucini, Marcello Iantorno, Gisella Introzzi e Bruno Magatti.
«Speriamo di poter avere un primo cittadino del Pd. E di poter affrontare tutti i temi a noi più cari – aggiunge El Sisi – Da una vera integrazione, alla possibilità di poter costruire una moschea dove poterci finalmente ritrovare tutti insieme».
L’annosa questione di poter avere un posto adeguato dove pregare contrappone da tempo la comunità islamica alla giunta Bruni e al presidente della circoscrizione di Camerlata, il leghista Mirko Pontrelli.
«Non vogliamo più dover pregare nel tendone in Valmulini o al freddo fuori dalla piscina di Muggiò come succede ormai da troppi anni – dice El Sisi – Lo ripeto da tempo. Ma le mie non vogliono essere minacce, come sostenuto in passato dal presidente Pontrelli che non ha capito niente e forse dovrebbe tornare a scuola».
Parole che animano lo scontro. «Non cambio di una virgola il mio atteggiamento. Mai una moschea a Como. Per quanto riguarda le parole di El Sisi, non ammetto che una persona che non ha ancora imparato l’italiano mi dica di tornare a scuola – sbotta Pontrelli – E soprattutto non capisco perché io che sono stato eletto in circoscrizione devo parlare con un sedicente portavoce della comunità islamica».
Durissima anche la replica del capogruppo del Pdl a Palazzo Cernezzi, Claudio Corengia. «Non ne faccio una questione di religione – spiega – ma far scegliere il candidato sindaco a un gruppo di extracomunitari mi sembra fuori luogo, anche se sono in Italia da anni. Se al Pd va bene così, affari loro. Hanno calato la maschera, nelle politiche della sinistra viene prima l’extracomunitario dell’italiano».
Una nota curiosa è stata la presenza, sempre ieri in via Pino, del primo comasco convertitosi all’Islam. «Dopo un lungo percorso interiore che mi ha portato prima a esplorare la religione cattolica, alla fine ho maturato la decisione. E ormai 15 anni fa, mi sono convertito – racconta Sandro (Ibraim) De Agostini – Da allora mi impegno per cercare di raggiungere una vera integrazione. Penso che questa apertura da parte del Pd possa rappresentare un segnale forte. La comunità islamica vuole infatti solo essere parte attiva della città».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Il portavoce della comunità islamica di Como Safwat El Sisi ieri in via Pino (Fkd)

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