Elezioni 2012

Pd – Nessuno azzarda la parola vittoria ma si lavora già ai nomi della giunta. Mario Lucini: «La città ci ha capito»

«La percezione, chiara, è che la città abbia valutato con interesse e attenzione la nostra proposta politica». Il giorno dopo l’apertura delle urne, con poche ore di sonno alle spalle, Mario Lucini tenta una prima analisi a freddo dei dati usciti dal voto.
«Sono sincero – dice il candidato sindaco del centrosinistra – Non mi aspettavo un Pdl così basso. Allo stesso modo, mi ha sorpreso la quantità di voti raccolti da Alessandro Rapinese e dal Movimento 5 Stelle. La grande folla
di liste non ha invece avuto alcun risultato concreto, questo dovrebbe servire, in prospettiva futura, per riconsiderare le scelte fatte». È chiaro, Mario Lucini: «Pagano la coesione e l’unione di intenti. La frammentazione no».
Ieri sera la prima riunione
Smaltita la sbornia di un successo inatteso nelle proporzioni in cui si è manifestato, ieri sera il centrosinistra ha riunito il suo stato maggiore per approfondire i numeri e i dati e iniziare a parlare del futuro. Nessuno dà per scontata la vittoria al ballottaggio, anzi: la stessa parola vittoria è bandita da ogni discorso. Ufficiale e informale.
Ma sia Lucini sia chi lo sostiene sanno bene che i problemi sul tappeto sono giganteschi. C’è quindi chi ha chiesto di iniziare subito il lavoro di governo della città, sfidando ogni scaramanzia.
Si discute perciò di squadra e di organigramma. In caso di vittoria, Lucini avrebbe ampia facoltà di nominare i suoi assessori. Anche il successo della lista civica che porta il suo nome ha dato una maggiore forza all’ipotesi di giunta del sindaco, slegata cioè dalle troppe richieste e pressioni dei partiti e dei gruppi rappresentati in consiglio comunale.
Sembra tuttavia molto probabile che nell’eventuale esecutivo di centrosinistra possano trovare un posto due dei tre candidati delle primarie: Bruno Magatti e Gisella Introzzi. Marcello Iantorno, invece, sembra mettere d’accordo tutti per il ruolo di presidente del consiglio comunale. In giunta dovrebbero sedere poi il segretario cittadino del Pd, Stefano Legnani, il più votato tra i candidati al consiglio comunale, Silvia Magni e il capolista di Como Civica, Lorenzo Spallino, indicato da molti quale possibile vicesindaco.
Tutto questo, è ovvio, nel caso in cui la vittoria al ballottaggio arridesse al centrosinistra.
«In questo momento – dice Stefano Legnani – ci limitiamo a esprimere la piena soddisfazione per il risultato. Siamo il primo partito della città, abbiamo un vantaggio consistente e dobbiamo lavorare duro per due settimane per confermare quanto accaduto al primo turno».
Legnani non dà alcuna indicazione su eventuali apparentamenti. «Ne parleremo, ma personalmente non sono troppo favorevole. Gli elettori hanno premiato chi ha fatto sintesi, il proliferare di liste civiche e il desiderio di molti di piantare le proprie bandierine hanno fatto flop. Bisogna tenerne conto», aggiunge.
Secondo Lorenzo Spallino – il quale si dice «molto soddisfatto del risultato di Como Civica, lista fortemente insediata nel tessuto sociale cittadino» – è cambiato ogni punto di riferimento anche per le analisi del voto.
«Mi sembra di poter dire che non vi sia più una divaricazione netta tra centrodestra e centrosinistra, i comaschi hanno dato fiducia a una persona che si pensa possa affrontare i problemi con qualche possibilità di risolverli». Spallino afferma di essere «personalmente contrario agli apparentamenti» e rilancia sull’agenda di Palazzo Cernezzi.
«Ci sono urgenze spaventose ma che in pochi vedono in questo momento – dice – Il nostro obiettivo, adesso, è vincere il ballottaggio. Ma subito dopo bisognerà affrontare le questioni rimaste irrisolte, le stesse per le quali la gente ha penalizzato il centrodestra».

Dario Campione

Nella foto:
Mario Lucini è il candidato sindaco del centrosinistra a Como. Al primo turno ha ottenuto il 35,54% dei voti (foto Fkd)
9 maggio 2012

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