Pd, subito un polverone contro i saggi. E oggi si presenta Maurizio Traglio

Diciamolo subito, nella storia recente della politica italiana i saggi non hanno avuto mai grande fortuna. Quattro anni fa li propose l’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano per elaborare un programma di riforme a sostegno del governo Letta. I saggi non arrivarono al panettone, spazzati dal ciclone Renzi, che portò via in febbraio pure il governo. A Como i saggi del Pd si sono riuniti la prima volta ieri sera, ma il fuoco di fila contro di loro è già partito. Se da una parte, infatti, l’imprenditore Maurizio Traglio, ieri su queste colonne, aveva iniziato a mettere fretta al comitato, dall’altra due esponenti del Pd, già pronti per le primarie, non ne riconoscono il ruolo.

Prima il consigliere Gioacchino Favara e poi l’assessore al Patrimonio della giunta Lucini, Marcello Iantorno, si sono espressi contro la possibilità che siano le dodici persone del comitato (Angelo Orsenigo, Fausto Tagliabue, Giacomo Licata, Guido Rovi,Stefano Legnani, Gianstefano Buzzi, Marco Albanese, Benedetta Re, Mario Martinelli, Gianni Imperiali, Aniello Rinaldi e Bruno Saba) a decidere per primarie o candidato unico.

«Scriva pure che io delegittimo il comitato dei saggi su questa scelta – attacca Favara – Se il segretario provinciale si vuole appoggiare a personalità del partito per la stesura del programma o anche per le caratteristiche dei candidati è un conto, ma di certo non è il comitato che decide il candidato. Non ha nessuna competenza, non c’è stato concorso per definire i saggi e il comitato non è presente nello statuto del partito». Favara sottolinea come gli organismi che possono deliberare in merito, ovvero le assemblee cittadina e provinciale, si siano già espresse. «Possiamo mettere in discussione tutto, ma non il senso della democrazia nel Pd – dice – Io sono per un confronto aperto, ma anche per il rispetto dello statuto. Ne ho già parlato con il segretario Fanetti».

Più morbida nei toni, ma altrettanto ferma nelle conclusioni, la riflessione di Iantorno. «Da un punto di vista statutario a Como e soprattutto in questa fase – sottolinea l’assessore – l’unica strada da percorrere è quella delle primarie. La decisione è stata già presa dal partito nei mesi scorsi, poco prima di Natale». Quindi il comitato non ha valore? «Potrà stabilire i valori che i candidati devono incarnare, ma certo non annullare le primarie – dice ancora Iantorno – Se qualcuno ritiene che il gruppo dei saggi debba decidere in modo vincolante su un unico candidato, il metodo non sarebbe conforme allo statuto e alle regole. Sarebbe inopportuno e inadeguato». E ancora, «le primarie sono lo strumento fondamentale anche per garantire la più ampia partecipazione dei cittadini. Confido anzi che al più presto venga stabilita la data, in tempo utile perché vi sia un dibattito sui temi della città, anche con eventuali candidati esterni al partito», conclude. Favara e Iantorno non nominano mai il nome dell’outsider, Maurizio Traglio che da tempo ha rotto gli indugi sulla volontà di correre, e oggi alle 15 al Fornaio Beretta di via Tentorio, presenta ufficialmente la sua candidatura.

Diverso il discorso fatto dalla sinistra “pura”, ovvero la costituenda lista “La Prossima Como”, nome provvisorio. Sabato c’è stato un incontro tra una cinquantina di persone, figure della sinistra storica, come Luigino Nessi e Celeste Grossi, attuali consiglieri comunali di Paco-Sel, Marco Lorenzini che ha anche un ruolo di coordinatore, Paolo Sinigaglia di Paco e altri nomi di Rifondazione Comunista. «Avremo una nostra lista con un candidato sindaco e non faremo le primarie, perché non sono primarie del centrosinistra, ma del Pd e noi non siamo il Pd – spiega Luigino Nessi – Siamo aperti alla città e ai suo problemi, nell’ultima riunione c’era anche Bruno Magatti, ma nessuno ha fatto cenno nei nostri incontri alle problematiche degli altri. Rispettiamo il lavoro di tutti e cerchiamo persone che si impegnino». Paco sarà con voi? E Magatti? «Non sono domande a cui posso rispondere io. Paco purtroppo ha perso due grandi persone e amici come Ermanno Pizzotti e Paolo Portoghese. Mentre per Magatti, sarà lui a decidere». Ma se il candidato sindaco del Pd fosse l’imprenditore Maurizio Traglio, la lista Prossima Como potrebbe appoggiarlo? «Posso dare la risposta di Luigino Nessi, se vuole. Ecco, io lo vedo da un’altra parte politica».

Paolo Annoni

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