Pdl a congresso, l’incognita vera è il tesseramento

Intanto la Prefettura ha “riscritto” i nuovi collegi elettorali della Provincia
Dieci euro, un bollettino postale o un click su Internet. Il Pdl va a congresso facendo la conta dei propri iscritti. «Tessere vere», almeno stavolta, fanno sapere da via Regina. Tessere che saranno controllate a campione per evitare che si ripeta quanto accaduto in passato, ovvero l’adesione in massa di signori nessuno, molti dei quali inconsapevoli di essersi associati a un partito.
Il 31 ottobre prossimo scade il termine entro il quale sarà possibile tesserarsi al Pdl per partecipare

al congresso provinciale, convocato (pur senza alcuna ufficialità) per la fine di novembre.
I numeri, fino a questo momento, sono top secret. In realtà, probabilmente, non li conosce nessuno, nemmeno i diretti interessati. Si sa che l’attuale gruppo dirigente del Pdl comasco – ovvero le componenti di Italia Protagonista (guidata dal senatore Alessio Butti) e di Comunione e Liberazione (che fa riferimento al vicecoordinatore provinciale Patrizio Tambini) – da settimane ha messo in moto la sua macchina organizzativa, convocando in ogni zona del territorio sindaci, amministratori locali e militanti. Sul fronte opposto, anche i due consiglieri regionali Gianluca Rinaldin e Giorgio Pozzi, riappacificati dopo anni di durissimi contrasti grazie ai buoni uffici del sottosegretario Daniela Santanché, si sono attivati a loro volta per raccogliere tessere e consensi.
L’avvio non è però sembrato dei migliori.
La settimana scorsa Rinaldin ha chiamato a sé i vecchi sostenitori nella sede del comitato elettorale aperto lo scorso anno per le regionali, in via Recchi a Como. La riunione non avrebbe però fatto registrare l’attesa partecipazione. Nemmeno tra i “fedelissimi” dell’Olgiatese. Il punto dolente per Rinaldin è e resta l’uscita dal Pdl di consiglieri e assessori provinciali poi confluiti in Autonomia Comasca. Uomini che in passato garantivano al giovane consigliere regionale una forza d’urto oggi, in apparenza almeno, irrimediabilmente perduta.
Discorso simile può essere fatto pure per Giorgio Pozzi, che avrebbe dalla sua parte sinora un unico nome importante: l’assessore provinciale e sindaco di Cernobbio, Simona Saladini. Un altro sindaco sarebbe vicino all’ex assessore regionale: si tratta dell’erbese Marcella Tili, sulle intenzioni della quale, però, non tutti sembrerebbero disposti a mettere la mano sul fuoco.
Non è infatti chiaro se la Tili sia davvero disponibile a schierarsi al congresso contro Butti e Tambini, anche considerando il fatto che tra pochi mesi Erba va al voto e il sindaco uscente, in crisi con l’alleato leghista, ha l’assoluta necessità di avere il sostegno di tutto il partito nella sua corsa verso un secondo mandato.
Insomma, più che un congresso, il Pdl sembra approntare una partita a scacchi. Qualcuno giura che alla fine si troverà un accordo. Mentre altri si dicono convinti di uno slittamento delle assise provinciali. Si vedrà.
Collegi provinciali
In attesa di conoscere l’esito del congresso del Pdl, la politica comasca si raffronta con un’altra novità importante. La Prefettura ha inviato in Provincia la proposta di riscrittura dei collegi elettorali di Villa Saporiti, ridotti da 24 a 12 dopo il varo della riforma di agosto.
Via Volta ha di fatto accorpato i collegi tra loro confinanti, creando maxi-zone elettorali.
L’ultima riforma avrà riflessi comunque pesantissimi. Nella prossima assemblea provinciale sederanno 8 consiglieri di maggioranza (oggi sono 21) e 4 di opposizione (oggi sono 9). Un taglio draconiano, che si tradurrà – è facile prevederlo – in una guerra senza quartiere per le candidature. Nessuno, né a destra né a sinistra, accetta scommesse su come andrà a finire.

Dario Campione

Nella foto:
Marzo 2010, Giorgio Pozzi (a sinistra) e Alessio Butti festeggiano i risultati delle elezioni regionali (foto Sergio Baricci)

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