Pdl, la possibile sorpresa in rosa è la commercialista Laura Bordoli

Tra i papabili candidati a sindaco anche Gelpi resta in pole position
Cade il velo sul nome in rosa che potrebbe partecipare alle primarie del Pdl. Si tratta di Laura Bordoli, dottore commercialista, 51 anni, studio a Como in via Garibaldi, già revisore dei conti proprio a Palazzo Cernezzi e presidente nazionale dell’associazione nazionale dei revisori contabili.
L’indiscrezione pubblicata ieri dal “Corriere di Como”, dunque, ha trovato non solo conferma, ma anche un nome preciso di riferimento. Sul quale, peraltro, si sarebbero svolti ulteriori confronti
tra i vertici del Pdl per vagliare fino in fono ogni pro e contro. Che, in linea di massima, si possono riassumere così. Tra le carte a favore della Bordoli si possono sicuramente contare la padronanza tecnica delle materie più scottanti per i Comuni in questa fase, ossia conti e bilanci. Impossibile, poi, non considerare l’effetto novità che porterebbe la candidatura (almeno per le primarie pidielline) di una donna e per di più sostanzialmente esterna ai “giri” noti e forse poco amati della politica cittadina.
Inutile negare, di contro, che il percorso della presidente dei revisori contabili verso la sfida interna al Pdl presenterebbe anche ostacoli non secondari. Il più evidente: l’essere un nome esterno al partito, a fronte di molti nomi con lunga militanza alle spalle che di sicuro non disdegnerebbero un appoggio per partecipare alle primarie.
Il secondo nodo: la poca esperienza politica diretta, che per guidare un capoluogo piccolo ma problematico come Como potrebbe risultare fattore di non poco conto.
In questo quadro, peraltro, va aggiunto un elemento essenziale. Se sono confermati senza ombra di dubbio i contatti diretti tra i vertici del Pdl (fatti salvi i due consiglieri regionali Giorgio Pozzi e Gianluca Rinaldin) e la Bordoli, non è altrettanto certo che l’intesa complessiva tra le parti sia già stata raggiunta o sia da considerarsi scontata. In questo senso, però, già entro i primi giorni della settimana ventura potrebbero dire parole definitive in merito.
Se il nome di Laura Bordoli è la vera novità delle ultime ore, non si può tralasciare un altro capitolo di peso maturato di recente. Ieri, infatti, ha trovato conferma il possibile rientro sulla scena politica comasca dell’ex assessore di Forza Italia ed ex presidente nazionale dell’Aci, Enrico Gelpi. Il quale, infatti, avrebbe recentemente riallacciato i rapporti con il partito nell’ambito di un dialogo che potrebbe effettivamente portare al ritorno in prima linea dell’avvocato. Un paradosso, però, rischia di pararsi sulla strada dell’intesa Gelpi-Pdl. Il primo, infatti, non sarebbe propriamente convinto dello strumento delle elezioni primarie per arrivare alla designazione a sindaco. Un aspetto, questo, che ovviamente ha fatto partire in salita il dialogo tra le parti, il cui esito a questo punto è difficile da pronosticare.
Per chiudere il cerchio – e scandagliati i nomi caldi sull’asse ex An-Cielle-autonomisti – sul fronte liberal rimane sostanzialmente un unico nome forte. Ossia quello dell’assessore comunale alla Cultura Sergio Gaddi, praticamente già in campagna elettorale da settimane per la sfida interna al partito. Perplessità diffuse e ragioni di opportunità hanno invece fatto rapidamente tramontare l’ipotesi di una partecipazione alla consultazione pubblica del sindaco di Cernobbio e assessore provinciale Simona Saladini.
In ultimo, vanno registrate due posizioni in bilico alla luce soprattutto delle novità elencate. La prima è quella dell’ex assessore al Bilancio, Alessandro Colombo, il quale, per motivi personali e professionali, oltre che per una serie di perplessità sull’evolvere del quadro politico, starebbe riflettendo sull’opportunità o meno di partecipare alle primarie.
Diverso il caso del presidente di Acsm-Agam, Umberto D’Alessandro, e dell’assessore provinciale Patrizio Tambini. In entrambi i casi, infatti, l’eventuale scelta dell’ala ex An-Cielle di un candidato condiviso da tutta la corrente farebbe automaticamente decadere le rispettive candidature senza però lasciare spaccature di sorta.

Emanuele Caso

Nella foto:
Laura Bordoli

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