Pedemontana, «inevitabili i rincari visti i conti in rosso» Erba (M5S) critico mentre Orsenigo (Pd) presenta una mozione

L'autostrada Pedemontana

Il congelamento delle tariffe autostradali, annunciato l’ultimo giorno dell’anno dal ministro Toninelli, non ha riguardato, come evidente, una parte consistente di rete autostradale. Ecco i tratti colpiti dagli aumenti a partire proprio da Pedemontana che ha fatto registrare un più 0,5 % (sui 30 chilometri di estensione). A seguire: + 2,06% Cav autostrade venete che gestisce 74 km di rete, + 6,3% tratto A5 Aosta Monte Bianco (32km), + 2,2% Teem (32km), +2,2% Brebemi (62 km), + 0,7% A10 Ventimiglia Savona (158 km), +2,2% A6 Torino-Savona (km 82), +0,1% Autovia Padana (km 88), +1,8% Cisa (km 101), +2,62% Serravalle (km 86). Intanto interviene il consigliere regionale del M5S Raffaele Erba. «Quanto accaduto era inevitabile. I rincari sono la conseguenza ovvia dei conti in rosso di Pedemontana. Quindi rimane e rimarrà una pia illusione la gratuità della tangenziale sbandierata da chi guida la Regione e sono inevitabili gli aumenti per cercare di recuperare», dice Erba. Sul fronte del Pd, arriva una novità. «Con l’Alto Lago devastato dagli incendi si dimostra come avesse ancora più senso la mia richiesta di destinare l’altra parte dei 21 milioni di euro, derivanti dalla compensazione ambientale per la costruzione di Pedemontana, sempre alla provincia di Como. Oggi servirebbero per la riforestazione di quelle aree», dice Angelo Orsenigo (Pd) che annuncia una mozione per «destinare ulteriori fondi e mi auguro di trovare questa volta l’appoggio dei consiglieri regionali comaschi degli altri partiti. Se hanno a cuore l’Alto Lago non possono bocciare un impegno come questo», conclude l’esponente Pd che trova subito appoggio da parte di Raffale Erba.

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