Pedemontana, lunedì decide il giudice. Ma il cantiere è già deserto da tempo
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Pedemontana, lunedì decide il giudice. Ma il cantiere è già deserto da tempo

Una cosa è certa, lunedì 11 settembre il Tribunale di Milano si pronuncerà sulla richiesta di fallimento di Autostrada Pedemontana Lombarda Spa, società che ha come azionista di maggioranza “Milano Serravalle – Milano Tangenziali S.p.A” e ha realizzato l’ultima grande opera viabilistica che attraversa il territorio Comasco e che comprende le Tangenziali di Como (al momento solo il primo lotto) e di Varese.
Lo scorso giugno, in una nota, il presidente Federico Maurizio D’Andrea, che è succeduto ad Antonio Di Pietro sulla poltrona più importante della Pedemontana, si era detto sorpreso della richiesta depositata dalla Procura di Milano, non esistendo «alcuna situazione, né dichiarazione di insolvenza» in particolare sul bilancio 2015 oggetto dell’inchiesta. L’attività aziendale era inoltre proseguita «in continuità». I termini per presentare la memoria della difesa sono scaduti il 5 settembre, mentre la Procura aveva tempo fino al 21 agosto. Secondo l’accusa l’indebitamento societario sarebbe eccessivo addirittura dal 2012.
La questione è che a pochi giorni dalla sentenza alcuni segnali non fanno ben sperare per il proseguimento dell’opera, che dovrebbe portare anche al secondo lotto della Tangenziale di Como.
La Strabag, colosso delle costruzioni con sede principale in Austria, che ha ricevuto l’incarico per completare i lotti dell’autostrada ha già smantellato il suo campo base di Cermenate, dove operavano decine e decine di addetti.
Sono congelate anche tutte opere complementari o di compensazione già finanziate.
Ci sono sindaci che attendono da mesi rotatorie, cavalcavia e viadotti. E pure la politica inizia ad essere pessimista sul futuro.
Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd punta il dito sui ritardi nei comuni di Cermenate e Bregnano.
«Il blocco della circolazione su questo unico asse viario che collega i due paesi comporta notevoli criticità per chi vive nella zona, inquinamento e danni economici per commercianti e aziende», dice Gaffuri che ha scritto all’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Sorte «perché incontri al più presto i sindaci coinvolti».
P.An.

8 settembre 2017

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