Pedofilia: confermata condanna più alta in Italia, 19 anni

Caso nel Lodigiano

(ANSA) – MILANO, 28 GIU – La Corte d’appello di Milano ha confermato la condanna a 19 anni di carcere, la più alta in Italia per un pedofilo, per un 48enne che, come emerso dalle indagini del procuratore aggiunto milanese Letizia Mannella e del pm Alessia Menegazzo, per "5 anni" si era finto una ragazzina e si era dato un soprannome ‘Giulia la malvagia’ per poter adescare via WhatsApp e poi abusare di tre minorenni tra gli undici e i tredici anni, di cui era vicino di casa. La sentenza di primo grado era stata emessa dal Tribunale di Lodi lo scorso ottobre. La sua è una "personalità " estremamente "negativa", avevano scritto i giudici nelle motivazioni, "caratterizzata da tratti di malvagità ed assenza di scrupoli", tesa "costantemente" al "soddisfacimento delle proprie pulsioni sessuali" e "priva di qualsivoglia spirito di umanità nei confronti della sofferenza delle ragazzine di cui aveva abusato". Il verdetto è stato confermato dalla terza penale d’appello (presidente del collegio Renata Peragallo). Disoccupato e residente nel Lodigiano, l’uomo era stato arrestato dai carabinieri nel giugno del 2019 con le accuse di violenza sessuale, corruzione di minori, sostituzione di persona e produzione e detenzione di materiale pedopornografico. A far scattare l’inchiesta era stata la foto di una delle vittime che l’uomo aveva pubblicato su Instagram per minacciarle di diffondere le immagini che aveva su di loro se avessero parlato. "Emblematiche", hanno scritto i giudici di primo grado (Giuseppe Pighi, Sara Faldini e Ivonne Calderon), erano le "frequenti richieste di aiuto" delle ragazzine "davanti ai supposti malefici" di cui lui le minacciava, prospettando anche "come risposta" altri "nuovi e perversi atti sessuali spacciati come interventi di soccorso". (ANSA).

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