Categories: Cronaca

Pendolari del lago, cento firme e social network

Nel gruppo creato da un giovane studente anche i quattro consiglieri regionali“Studenti e pendolari colpiti e affondati”. Ha raccolto decine di adesioni in poche ore la pagina Facebook creata per protestare contro i tagli ai mezzi della Navigazione che scatteranno lunedì prossimo.La contestazione naviga veloce in rete, mentre ha già sfiorato quota 100 firme la petizione promossa, nei giorni scorsi, direttamente tra i viaggiatori abituali degli aliscafi.Sul più noto tra i social network, a prendere l’iniziativa è stato un giovane studente dell’Altolago, Eros Robba.«Vi sembra normale che io, da lunedì prossimo, uscendo da scuola alle 13, se volessi fermarmi a pranzo a Como, prima delle 20.23 non sarei a Dongo? È scandaloso», scrive Eros Robba in apertura del “gruppo aperto”, ossia della pagina realizzata per raccogliere anche online consensi alla protesta dei pendolari del lago.Ieri pomeriggio, le adesioni avevano già raggiunto quota 76. Tra i sostenitori della protesta online compaiono anche volti noti quali Daniela Santanché, l’ex ministro Giorgia Meloni e numerosi politici del territorio, a partire dai quattro consiglieri regionali lariani: gli esponenti del Pdl Giorgio Pozzi e Gianluca Rinaldin, il leghista Dario Bianchi e il capogruppo del Pd Luca Gaffuri.Nell’elenco anche gli assessori di Palazzo Cernezzi Sergio Gaddi, Maurizio Faverio e Stefano Molinari e quelli di Villa Saporiti Ivano Polledrotti e Simona Saladini. Sono stati tutti iscritti dal fondatore del gruppo.Decine i messaggi pubblicati dagli aderenti al gruppo. Roberta Materazzo, pendolare di Domaso, dice chiaramente: «Gli utenti saranno fregati, in particolare gli studenti e i pendolari».«Evitare gli sprechi fatti prima non era forse una scelta migliore? – scrive Roberta – Eliminare i catamarani troppo costosi, sia per carburante sia per il personale rispetto agli aliscafi, sarebbe stata forse una scelta oculata».«Se il motivo dei tagli è risparmiare – continua la pendolare – perché si sceglie di continuare a far fare corse ai catamarani, tanto più costosi e più lenti rispetto agli aliscafi? Aspettiamo che ai tagli delle corse, agli aumenti delle tariffe e ai ventilati tagli del personale seguano scelte fatte nell’interesse degli studenti, già fortemente penalizzati dall’assenza di scuole sul territorio, e dei pendolari lavoratori, penalizzati dall’assenza di una rete ferroviaria e dal traffico sulla Regina».Accanto alla protesta online prosegue a pieno ritmo anche la raccolta firme promossa tra i viaggiatori abituali. Ieri pomeriggio, le adesioni avevano già sfiorato quota cento.

Anna Campaniello

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