Pene differenti tra droghe leggere e pesanti. Primi effetti sul Lario

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Il pronunciamento della Corte Costituzionale

Primi effetti anche in riva al Lario, dopo la recente pronuncia della Corte Costituzionale che ha di fatto differenziato le pene tra droghe leggere e droghe pesanti. Tanto che una donna che spacciava in centro a Como, accogliendo gli acquirenti nel proprio appartamento, al posto che finire con le manette ai polsi è stata solo denunciata a piede libero con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti.
Il fatto è avvenuto al termine di una attività di indagine condotta dalla squadra della

polizia giudiziaria di frontiera di Ponte Chiasso.
Venerdì mattina, intorno alle 9, gli agenti hanno effettuato una perquisizione in una abitazione nell’area di piazza Duca d’Aosta, in centro città. In particolare, da alcuni giorni la polizia teneva sotto osservazione una romena di 48 anni, incensurata. Il sospetto sulla donna era che spacciasse stupefacenti soprattutto ad adolescenti e ventenni.
La perquisizione, eseguita con l’aiuto di una unità cinofila del gruppo della guardia di finanza di Ponte Chiasso, ha poi dato esito positivo, in quanto nella camera da letto e in una intercapedine del solaio gli agenti hanno trovato e sequestrato una trentina di involucri di cellophane, già confezionati, contenenti hashish del peso complessivo di 93 grammi. Nelle mani dei poliziotti sono finiti anche strumenti utilizzati per il confezionamento delle dosi e, per la precisione, un bilancino, rotoli di cellophane e due coltelli per tagliare la sostanza stupefacente. La romena, poi condotta negli uffici della polizia di frontiera, è stata, come detto, denunciata a piede libero (sentito anche il parere del pubblico ministero di turno in Procura a Como, la dottoressa Maria Vittoria Isella) con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti.

M. Pv.

Nella foto:
Gli uomini della polizia di frontiera fuori dagli uffici di Ponte Chiasso

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