Penne e sapori Da Giovio a vitali

altVip della scrittura – Quattro testimoni illustri

Paolo Giovio
Nel XXXV capitolo del suo trattato De romanis piscibus, l’umanista comasco Paolo Giovio asserisce che «le trote del lago di Como sono migliori di qualunque altro pesce, anche di mare, specialmente se sono pescate nel mese di maggio, e alla foce del torrente Breggia». Qualcosa di vero ci deve essere: le trote

del Lario  hanno goduto, nel tempo, di grande fama.
De romanis piscibus libellus

Alessandro Manzoni
 Nel capitolo sesto,  Tonio in cucina dimena «con un mattarello ricurvo, una piccola polenta grigia di grano saraceno». Ma l’attenzione al cibo rustico e povero è costante: Renzo offre  a Tonio e Gervaso «un piatto di polpette che le simili non le avete mai mangiate». E Lucia si rifocilla nel capitolo XXIV con brodo caldo e fette di pane.
I Promessi Sposi

Mario Soldati
 «Tra i vini di Lombardia, vorrei ancora parlare di uno: il bianco Domasino. Vorrei ma non posso: perché è un vino che non conosco e perché non sono mai stato a Domaso. Il cuore mi dice che non sarei stato tradito. Ma intanto mi piace ricordare il Domasino proprio così: il vino del desiderio, che nessun vino vero potrà mai eguagliare».
Vino al Vino

Andrea Vitali
 «I missoltini (agoni seccati, cotti a fuoco bassissimo e poi lasciati a riposare in una terrina insieme al prezzemolo) sono ottimi serviti con fette di polenta abbrustolita. Modernamente alcuni ristoratori li servono abbellendoli, secondo loro, con serpentine di aceto balsamico. Non si può. Non si deve. Soprattutto il missoltino non vuole. Ma, in quanto pesce, resta muto e subisce».
Le tre minestre (Mondadori, 2013)

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