PER FAVORE EVITIAMO LA BEFFA

di ANNA CAMPANIELLO

La posta in gioco è alta
Milano, martedì 1 marzo 2011: «La cittadella sanitaria è una realtà, evviva». Como, martedì 1 marzo 2011: «Per la cittadella sanitaria ci vorranno almeno 7-8 anni, inutile farsi illusioni».
I due annunci sono risuonati pressoché nello stesso istante. Il primo è arrivato dalle istituzioni regionali e provinciali al gran completo, Roberto Formigoni in primis. Il secondo dal direttore generale dell’Asl Roberto Bollina. Inevitabile accostarli l’uno all’altro. Così come inevitabile

è la reazione di smarrimento di chiunque si trovi a leggere le dichiarazioni. Segue una considerazione: delle due l’una, o abbiamo capito male oppure si prefigura l’ennesima beffa per i comaschi.
Che non si tratti di uno scherzo di carnevale in anticipo e di cattivo gusto del resto appare chiaro dagli sviluppi delle ultime ore. La Regione, dopo la firma in pompa magna, tace. Non fa seguito alle dichiarazioni di Bollina e non dà alcuna indicazione sui tempi della gara per la vendita della parte di via Napoleona destinata ai privati. Come se non bastasse, ci mette lo zampino anche il presidente della Provincia Leonardo Carioni con una dichiarazione che – seppure con grande diplomazia – getta più di un’ombra sulla cittadella.
Ci risiamo, dunque. Se con l’inaugurazione del Sant’Anna bis il più sembrava fatto, e il difficile appariva dietro le spalle, oggi emerge chiaramente che la strada che resta non è affatto in discesa. E la difficile situazione del consiglio comunale di Como non aiuta a pensare positivo.
A questo punto non resta che guardare a quello che accadrà nel prossimo mese. Palazzo Cernezzi infatti ha 30 giorni di tempo (il conteggio in realtà è già sceso a 27) per ratificare il documento firmato martedì scorso a Milano. Senza questo passaggio, la cittadella sanitaria sarebbe definitivamente affossata. Nel frattempo, possiamo sperare che qualcuno, dal Pirellone, batta un colpo. Che dica ai comaschi se e quando l’area di via Napoleona sarà messa in vendita.
La posta in gioco per Como è altissima. Il comparto del vecchio Sant’Anna è a dir poco strategico. Far decollare il progetto del nuovo quartiere significherebbe regalare al capoluogo un’enorme opportunità. Affossarlo, al contrario, sarebbe il definitivo colpo di grazia per una parte della città che già deve fare i conti con il disastro della ex Ticosa, con la delicata situazione di via Milano e dell’intero asse della Napoleona, senza dimenticare l’incertezza che ancora regna sovrana nell’area Trevitex.
Il vecchio ospedale è il fulcro di questa vasta zona in cerca di un futuro. Può dare il la a una nuova rinascita o diventare la miccia in una polveriera pronta a esplodere.

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