Cronaca

Per i partiti è un test politico

Sono 14 i Comuni comaschi dove tra oggi e domani verrà eletto il nuovo sindaco. Numero piuttosto basso, se si pensa che la provincia di Como è suddivisa in 160 Comuni.
Tuttavia, il turno elettorale alle porte ha un significato politico e amministrativo molto delicato. In primo luogo, perché si vota nei due centri più importanti: la città capoluogo e Cantù. In secondo luogo perché, sotto il profilo politico, si tratta della prima consultazione dopo l’insediamento del governo Monti. Un
esecutivo tecnico non ha appartenenza politica e, di conseguenza, non si misura direttamente con le urne.
Il voto di oggi e domani viene comunque considerato un test politico: un ampio consenso degli schieramenti oggi all’opposizione dei tecnici di Roma, infatti, verrebbe letto come un segnale di sfiducia nei confronti dello stesso governo dei professori. Test politico, ma anche “antipolitico”. Molte liste civiche hanno cercato voti promettendo un cambio di rotta rispetto alla vecchia politica. E hanno attaccato i partiti, incolpandoli della situazione disastrosa dell’Italia. Dall’esito del voto amministrativo, quindi, si capirà quanto la gente si fidi ancora dei partiti tradizionali e quanto, invece, dia credito ai movimenti nati sull’onda dell’antipolitica. I partiti, consapevoli di godere di scarsa popolarità in questo momento storico, hanno cercato di presentare volti nuovi, attingendo a loro volta dalla società civile.
Per la provincia di Como, poi, come detto, il peso amministrativo di questa tornata è rilevante.
I Comuni al voto sono sì meno del 10% del totale (14 su 160, appunto), ma tra essi figurano i più grandi del territorio. A partire dal capoluogo, Como, dove per la poltrona di sindaco corrono ben 16 candidati appoggiati da 24 liste.
NON SOLO COMO
La corsa appare serrata anche a Cantù, con 10 candidati sindaci per 35mila abitanti e quasi 31mila elettori. La città del Mobile è stata amministrata per 18 anni da un sindaco della Lega Nord (da sola o insieme con il centrodestra). Per la prima volta, dopo tanto tempo, Lega e Popolo della Libertà (prima Forza Italia) corrono separati. La frattura romana, con Pdl in maggioranza e Lega in opposizione al governo Monti, è così profonda da impedire ai due partiti un’alleanza alle amministrative.
Il Carroccio schiera un uomo di punta del movimento, il deputato Nicola Molteni. Il Pdl risponde con un professionista prestato alla politica, il farmacista Attilio Marcantonio, presidente di Federfarma. Ma non sarà una lotta a due. Perché gli ex alleati devono guardarsi dal candidato del centrosinistra, Antonio Pagani, appoggiato da Partito Democratico, Italia dei Valori, Partito Socialista e una civica. E pure dall’uomo che, alle ultime elezioni canturine, si confrontò al ballottaggio con Tiziana Sala: Claudio Bizzozero, fondatore della lista civica Lavori in Corso.
Chiudono la schiera dei candidati a sindaco Ambrogio Molteni (Udc), Francesca Viganò (Sinistra Ecologia e Libertà), Matteo Ferrari (In Cantù), Paolo Frigerio (Autonomia Canturina), Michele Mulinare (Alleanza Democratica) e Raffaele Bacchetta (Movimento Alternativo Canturino).
Rispetto a Como (16 candidati) e Cantù (10 candidati), la situazione di Erba sembra decisamente più normale. Quattro candidati per altrettante formazioni politiche, ben distinte e riconoscibili.
Nel centrodestra si ripresenta Marcella Tili, farmacista e sindaco uscente, che ha trovato un’alleanza con l’Udc e con due liste civiche.
All’angolo opposto Michele Spagnuolo, supportato da Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistre unite e una quarta lista civica. Attenzione, però, a due outsider molto conosciuti in città. Il primo è Filippo Pozzoli, già sindaco di Erba, che si presenta per il Polo Civico di Centro, lista con cui aveva già corso nel 2007 prendendo il 6,96% delle preferenze. La seconda è Erica Rivolta, parlamentare della Lega Nord, già consigliere regionale: era assessore alla Cultura del Comune di Erba, prima che il sindaco Tili le togliesse le deleghe alla fine del 2010. La Rivolta si presenta, ovviamente, con i colori della Lega Nord ed è appoggiata anche da una lista civica.
I COMUNI PIÙ PICCOLI 
Degli altri 11 Comuni al voto, il più grande – in termini di elettori – è Appiano Gentile, dove si presentano Carlo Pagani (Appiano Città), Luisa Maria Giussani (L’Alternativa per Appiano) e Giuseppe Taiana (Appiano per tutti). Si vota poi anche a Barni, dove i 474 elettori devono scegliere tra il sindaco uscente Mauro Caprani (Arcobaleno per Barni), Roberto Cazzaniga (Pirate Party) e Franco Rusconi (Il Campanile). Sfida a tre anche a Beregazzo con Figliaro, tra Luigi Abati (Progetto Futuro), Giuseppe Fumagalli (Lega Nord) e Federico Russo (Forza Nuova).
A Brienno è lotta tra la prima cittadina in carica, Patrizia Nava (Il Moll) e Marco Marsili (Pirate Party), mentre sembra piuttosto scontato l’esito del voto a San Bartolomeo Val Cavargna, dove si presenta un solo candidato: Moreno Bonardi (Insieme per San Bartolomeo).
Piccolo, ma ricco e “particolare” – per posizione geografica – è il Comune di Campione d’Italia, enclave italiana in Svizzera, dove il sindaco uscente Maria Paola Rita Mangili in Piccaluga (Noi per Campione) sfida l’ex primo cittadino, il medico Roberto Salmoiraghi (Punto per Salmoiraghi Sindaco). I due dovranno guardarsi da Diego Felice Di Tomaso della lista Per Campione. Tre i candidati anche a Gera Lario: il sindaco uscente Vincenzo Del Re (Vivere Gera), Marina Baraglia (Obiettivo Comune: per un paese migliore) e Paola Cantamesse (Pirate Party). Corsa a due a Orsenigo, con Marta Abinti (Il Ponte) e Mario Chiavenna (Insieme per Orsenigo); a Novedrate, con Maurizio Barni (Per Novedrate) e Giampiera Radice (INovedrate); e a Rodero, con Attilio Epistolio (Amare Rodero) e Silvano Strazzari (Nuove Idee per Rodero).
Quattro, infine, i candidati sindaco che si sfidano a Guanzate: Cinzia Negretti (Iniziativa Popolare), Mariateresa Bernasconi (Guanzate Viva), Floria Carnio (Insieme) e Michelangelo Barraco (Guanzaa Nova).

Andrea Bambace

Nella foto:
Le urne possono riservare molte sorprese in particolare per i partiti che appoggiano il governo tecnico di Mario Monti
6 Maggio 2012

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