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Per la Procura i due fidanzatini sono truffatori

Ieri in aula – La giovane aveva fatto uno stage nell’aziendaCoppia a processo: pagava con assegni rubati in una ditta

Due fidanzatini con il vizietto della truffa. È questa almeno la tesi della Procura di Como – pubblico ministero Simona De Salvo – che ha portato a processo una coppia di Uboldo (in provincia di Varese) con l’accusa di aver utilizzato assegni rubati ad una azienda per comprarsi 2.020 euro di merce tra prodotti di informatica e abbigliamento da motociclista. Però la vicenda, approdata in un’aula di tribunale, per come è stata ricostruita dagli inquirenti, parte da più lontano. Ovvero da quando

una ragazza, all’epoca dei fatti 27enne (siamo tra il 2009 e il 2010), effettua uno stage in una ditta di Saronno. Al termine del periodo fissato, le strade della giovane e dell’azienda tornano a dividersi.In concomitanza con questo periodo, tuttavia, dalla ditta scompaiono due assegni e il fatto viene segnalato. La vicenda si sposta poi in provincia di Como, a Bregnano per la precisione, quando l’11 marzo 2012 un ragazzo si presenta in un negozio per acquistare prodotti di abbigliamento per motociclista pagando con un assegno da 1.020 euro.Una volta che la vittima si presenta in banca per incassare la somma, scopre che l’assegno che aveva in mano era stato in precedenza rubato e segnalato. L’uomo va dunque in Questura per denunciare l’accaduto. È l’inizio delle indagini che portano gli agenti prima nella ditta proprietaria dell’assegno, poi a casa della ragazza che era già finita nei sospetti dei dirigenti della società di Saronno. Insomma, serve poco per capire che il ragazzo presentatosi nel negozio di abbigliamento di moto era il fidanzato della 27enne, ovvero un 39enne sempre di Uboldo. Riconoscimento che poi viene effettuato anche grazie a delle foto. Alla truffa da 1.020 euro se ne aggiunge poi un’altra, con il secondo assegno scomparso, da 1.000 euro, per un acquisto fatto in provincia di Bergamo di un televisore lcd e di un computer portatile.Il due fidanzatini hanno però sempre negato ogni accusa, preferendo arrivare addirittura a difendersi davanti al giudice in un processo pubblico.La sentenza è attesa per febbraio. Le accuse si riferiscono alla doppia truffa di cui abbiamo parlato e anche di ricettazione, in quanto la coppia era comunque in possesso degli assegni che in precedenza erano stati rubati.

M.Pv.

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