Per Villa Saporiti la notizia non esiste. Sul sito di Asf è apparsa 2 giorni dopo

alt Il caso delle mancate comunicazioni

(e.c.) A dispetto di un ufficio stampa perfettamente funzionante, per Villa Saporiti la notizia dei maxi-rincari su biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico extraurbano sembra sostanzialmente non esistere. Nella homepage del sito istituzionale, infatti, sono riportate news di vario tipo che risalgono anche alla scorsa estate, ma degli aumenti non vi è traccia. Gli unici aggiornamenti del mese di ottobre parlano di un programma di educazione ambientale, di un corso per la preparazione all’esame

di guida turistica e di un senso unico alternato sulla provinciale Lariana. Nessun cenno alle modifiche tariffarie che toccano il trasporto collettivo su tutta la provincia. Peraltro, le notizie riportate su questa colonna non sono altro che i comunicati stampa diramati negli stessi giorni, segno evidente, dunque, che all’utenza, a Villa Saporiti, non ha pensato nessuno, a dispetto del fatto che lo stesso ente ha approvato i rincari. Oggi, comunque, potrebbe arrivare una presa di posizione ufficiale sulla vicenda da parte del commissario provinciale, Leonardo Carioni, o da una delle sue vice.
Per quanto riguarda Asf, l’azienda che copre la stragrande maggioranza del trasporto pubblico sul Lario non ha diffuso ai media comunicati ufficiale. E sul sito, a dispetto del fatto che gli aumenti sono scattati già dalla mattina del primo ottobre scorso, poche righe di informazione sono apparse soltanto nella giornata di ieri.
Chi non ha esitato ad andare all’attacco, invece, è il sindacato interno di Asf. Questa volta, però, l’obiettivo è puntato anche (se non soprattutto) sulla decisione politica a monte presa dall’amministrazione provinciale.
«L’azienda ha ridotto molte corse extraurbane e su diverse linee i viaggiatori sono costretti a viaggiare pressati come sardine, quando non vengono addirittura lasciati a piedi – afferma il delegato della Rsu, Patrizio Chiappa – Eppure, peraltro con un bilancio 2012 in attivo per quasi un milione, ora sono stati varati questi aumenti. Mi domando come mai la Provincia abbia preso questa decisione, in un momento anche di forte crisi economica e visto che nel 2011 gli aumenti erano stati esclusi proprio per non gravare ancora sulle tasche dei cittadini comaschi».

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