Perché il 54° uomo più ricco al mondo ha comprato il Como? L’intreccio tra sport e intrattenimento

Festa Como

Perchè un miliardario di origini cinesi, Robert Budi Hartono, un uomo che secondo Forbes possiede un patrimonio stimato di 18,2 miliardi di dollari ed è il 54esimo uomo più ricco al mondo, si compra il Como?
La passione calcistica, l’amore per il gioco più bello del mondo, sono argomenti che non reggono nemmeno un istante. I motivi sono altri. Business. Affari. Da sviluppare in più direzioni.
Marco Bellinazzo, giornalista del Sole 24 Ore, si occupa di questi argomenti ormai da anni. La sua voce è la più autorevole quando si discute del rapporto tra pallone e finanza. Lo scorso anno ha pubblicato per Feltrinelli La fine del calcio italiano, analisi tanto spietata quanto lucida sul fenomeno della “colonizzazione” delle squadre italiane da parte di grandi gruppi stranieri.
«Il Como è stato comprato a un prezzo elevato, ma in realtà molto basso rispetto alla potenzialità della città e della squadra. Una realtà di tradizione che traghettata di nuovo in serie A potrebbe fruttare, di soli diritti Tv, una trentina di milioni di euro all’anno».
Investendo tra i 15 e i 20 milioni di euro, dice Bellinazzo, si può ipotizzare «di tornare in A, senza nemmeno troppe difficoltà visto lo stato comatoso del calcio minore». Un percorso in qualche modo «agevolato se hai alle spalle un colosso».
Il punto è: quale interesse spinge questo colosso a investire nel calcio? «Forse non è un caso che si parli del Como. La natura della società rende evidente l’operazione sottostante, una sorta di fusione tra sport ed entertainment. Due modelli di business che in futuro saranno sempre più intrecciati tra loro».
Secondo Bellinazzo, c’è poi da aggiungere «il grado di notorietà del lago e della città, che negli ultimi anni è esploso. Per chi si occupa di comunicazione può essere suggestivo avere una squadra che abbia nel suo brand il nome Como».
Nessuna illusione, però, che il miliardario sino-indonesiano si sieda la domenica al Sinigaglia con il cappellino azzurro in testa. «Chi ha comprato forse conosce Como – dice Bellinazzo – ma certamente mette una fiche su un investimento che sarà gestito da altri. Da chi vuole sfruttare un blasone importante per promuovere lo sport business e attrarre investimenti».

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