Perizia sul viadotto: chiesta una proroga. I tecnici al lavoro per valutare le criticità

Como il viadotto dei lavatoi

I due tecnici chiamati dal tribunale di Como (giudice Anna Introini) per periziare il viadotto dei Lavatoi, hanno chiesto una proroga di due mesi per il deposito del loro elaborato.
Scritto che riguarderà gli accertamenti preventivi chiesti dal Comune di Como prima di poter intervenire sul ponte oggetto di tante criticità costantemente monitorate. Il quesito era stato scelto nel corso dell’udienza della scorsa primavera. I sopralluoghi invece – effettuati direttamente sul ponte tra la Canturina e via Oltrecolle – erano stati effettuati in giugno. Il caso sembra destinato a trascinarsi a lungo. Dopo l’uscita di scena degli ex assessori e dirigenti di Palazzo Cernezzi (il Tribunale aveva respinto il ricorso tecnico preventivo contro gli ex esponenti della giunta di Palazzo Cernezzi Daniela Gerosa e Stefano Molinari oltre che contro Antonio Viola e Pietro Gilardoni), prosegue l’iter nei confronti dell’impresa esecutrice, dei tre direttori dei lavori, del collaudatore tecnico amministrativo e del collaudatore statico. Questa vicenda nasce nel 2009, quando cioè si iniziò a parlare dei «lavori di somma urgenza per la sistemazione dei giunti del viadotto dei Lavatoi». Lavori che avrebbero dovuto iniziare nell’autunno successivo, ma che ad oggi non sono ancora stati realizzati.
Ed è proprio in questo punto che si inserirebbe – eventualmente – Palazzo Cernezzi nel chiedere i danni nel caso dovessero essere riconosciuti. Ma prima bisogna conoscere l’esito della perizia attesa a questo punto per dicembre.

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