Cronaca

Perquisita la villa di Lurate Caccivio dove si trovava la ruspa sequestrata

altE si indaga su un incontro misterioso in programma la sera dei primi arresti
(m.pv.) Si allarga ancora l’inchiesta della Procura e della squadra mobile per l’omicidio di Ernesto Albanese. Dopo le quattro persone arrestate per diversi presunti reati, tutti emersi dalle indagini e in qualche modo riconducibili all’ambito in cui è maturato il delitto, si è appreso ieri che una quinta persona è stata toccata dall’indagine, seppur senza nessuna misura nei suoi confronti. Si tratta dell’uomo – già in carcere e residente a Lurate Caccivio – nel cui giardino è stata trovata

la ruspa che è stata posta sotto sequestro. Mezzo che gli inquirenti ritengono possa essere stato utilizzato per scavare la buca in cui è stata poi ritrovata la vittima. Non una persona qualunque bensì, come detto, uno dei colpiti dall’ordinanza che lo scorso giugno avrebbe dovuto raggiungere anche l’Albanese prima che quest’ultimo sparisse nel nulla ricomparendo poi sotto terra quattro mesi dopo. La ruspa era nel giardino della villa (perquisita) abitata dallo stesso uomo che, intercettato, disse al suo interlocutore di «non dare troppa confidenza a quello che lavora con me (l’Albanese, ndr)» perché «si è montato troppo la testa» e invece «deve stare al suo posto». Un elemento, questo, che da solo serve a poco, ed è proprio per questo che lo stesso mezzo verrà analizzato con scrupolo dalla scientifica, per poi comparare la terra trovata sulla pala e sullo scavatore con quella trovata nella buca di Guanzate. Foglie e rami compresi che, con grande scrupolo, erano già stati repertati fin dal primo momento. Ma c’è un altro elemento che sarebbe al vaglio degli inquirenti, che anche ieri sono rimasti in assoluto silenzio.
È quello che proprio nel giorno dell’arresto dei primi tre finiti nell’inchiesta (i fratelli Andrea e Filippo Internicola, di Lurago Marinone, e Rodolfo Locatelli di Guanzate), alla sera, uno o più di loro avrebbero dovuto avere un incontro importante e delicato. Con chi? E per quale motivo? Anche questi elementi sarebbero ritenuti importanti per arrivare a capo della vicenda che conta già quattro arrestati.
Oltre ai tre citati – a cui non viene contestato l’omicidio, ma una rapina e un sequestro di persona – anche quello di Francesco Virgato. Quest’ultimo è ritenuto l’autore degli spari di Cadorago che avvennero pochi giorni prima della scomparsa di Albanese. Proiettili che finirono per errore in una abitazione dello stesso stabile in cui abitava il 33enne poi trovato morto. A chi erano rivolti? Ad Albanese? Anche questo è un filone di indagine – l’ennesimo – su cui gli inquirenti lavorano per dare un nome al killer di Guanzate. Anche Virgato, occorre sottolineare, non è però indagato per l’omicidio.

Nella foto:
Proseguono a ritmo serrato le indagini dopo il ritrovamento di Ernesto Albanese avvenuto nel retro di una casa di Guanzate (Mv)
10 Ottobre 2014

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