Persone con problemi psichici, reati in aumento

Il protocollo d’intesa

(a.cam.) Autori di un reato ma allo stesso tempo pazienti con un disagio mentale che non può essere ignorato. Sono decine a Como i casi di persone con disturbi psichici coinvolte in vicende giudiziarie. Situazioni complesse che, da oggi, saranno affrontate in stretta collaborazione tra tutti gli enti coinvolti, operatori sanitari, forze dell’ordine, avvocati, giudici e magistrati.
Ieri mattina, in Prefettura a Como, è stato sottoscritto un protocollo d’intesa specifico. Il documento, risultato

di oltre un anno di lavoro, permetterà di integrare risorse e conoscenze dei diversi soggetti in campo per gestire al meglio le problematiche giudiziarie, di ordine pubblico e di assistenza sanitaria. Gli enti firmatari, oltre alla Prefettura, sono Magistratura, Procura, Camera penale, Azienda sanitaria locale, azienda ospedaliera Sant’Anna, carabinieri, polizia di Stato e guardia di finanza.
«Le cronache sono piene di casi di pazienti psichiatrici che commettono reati – ha sottolineato il prefetto, Bruno Corda – In questi casi, le procedure si rivelano particolarmente complesse e c’è il rischio di una scarsa integrazione e coordinazione tra le forze in campo. Questo protocollo risolve il problema, ci permette di stabilire chi fa cosa e di assicurare la corretta comunicazione e interazione tra i soggetti coinvolti».
«La collaborazione tra le istituzioni e le forze in campo è indispensabile per bilanciare il percorso giudiziario con quello sanitario quando questi si incrociano – ha detto Maria Luisa Lo Gatto, giudice del Tribunale di Como – La migliore assicurazione per evitare problemi di ordine pubblico e casi di reiterazione di reato è garantire l’attuazione di procedimenti adeguati a tutte le esigenze. Abbiamo decine di casi di questo tipo ogni anno, spesso anche per problemi legati alla tossicodipendenza o all’alcolismo».
Sul fronte sanitario, in campo Asl e azienda ospedaliera Sant’Anna.
«Quando si sommano problemi di salute ad altri giudiziari – ha detto il direttore dell’Asl Roberto Bollina – è fondamentale mettere assieme le forze per dare tutte le risposte».
«La rete di protezione – ha aggiunto il direttore del Sant’Anna Marco Onofri – si estende anche ai familiari delle persone coinvolte. L’obiettivo primario deve essere la riabilitazione delle persone con disturbi psichici».

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