Persone vicine al ferito studiavano la vendetta

Il retroscena
(m.pv.) Pare che gli uomini della Squadra Mobile, per incastrare i due sospettati, si siano finti venditori di bombole del gas. O, quantomeno, siano subentrati al momento opportuno quando uno dei marocchini si apprestava a comprarne una. Solo così è stato possibile incastrare i presunti responsabili, in Italia senza fissa dimora e dunque “fantasmi” soprattutto in una città enorme come Milano dove per lo più gravitavano.

Il blitz degli agenti di polizia è stato decisivo anche per evitare ulteriori guai. Pare infatti che persone vicine al 21enne ferito, che evidentemente sapevano o avevano dettagli in merito ai presunti responsabili del gesto, stessero per convergere sul Comasco per farsi giustizia. Non solo da Pescara – dove viveva una parte di loro – ma anche dal resto dell’Europa. L’arresto dei sospettati ha così non solo risolto il caso, ma anche evitato ulteriore spargimento di sangue.

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