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Pesca vietata sul lungolago cittadino. Negretti contro Fermi: «Polemica sterile»

Una «polemica sterile». È arrivata a stretto giro di posta, ieri pomeriggio, la risposta dell’assessore comunale Elena Negretti alle pesanti critiche formulate mercoledì scorso dal presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi sul nuovo regolamento di polizia locale. E in particolare, sui divieti di pesca lungo il primo bacino del Lario.«Con il nuovo regolamento si passa dal divieto assoluto alla possibilità di pescare per circa 8 ore e in più tratti della sponda cittadina – ha scritto Negretti in un comunicato stampa – quando è stato il momento di trattare le regole, si è subito intensificato il dialogo con i pescatori del gruppo Alpha con i quali c’è stato un rapporto sereno e collaborativo».Le parole di Negretti, però, non hanno impedito a due consiglieri comunali di opposizione – Gabriele Guarisco (Pd) e Bruno Magatti (Civitas) – di schierarsi sempre ieri a fianco di Fermi nel prendere le parti dei pescatori, a loro avviso penalizzati dal nuovo regolamento di polizia locale.«Il regolamento vede la pesca dilettantistica e ricreativa come un sorta di disturbo della passeggiata sul lungolago, considerata solo come spazio turistico – ha detto Guarisco – Per questo è più restrittivo del precedente. L’attività della pesca dilettantistica, con il nuovo regolamento, viene confinata nelle ore notturne, anche in controtendenza con la legge regionale». Il nuovo regolamento, conclude Guarisco, «avrebbe avuto bisogno di un supplemento di riflessione, come abbiamo detto più volte in aula. Invece la giunta, e chi ne sostiene i provvedimenti, ha agito in modo raffazzonato».Dal canto suo, Bruno Magatti ricorda come «nei giorni del dibattito in consiglio comunale noi ci siamo fatti carico di provare tutte le strade possibili, con oltre 50 emendamenti (quasi tutti respinti) per porre un freno a ciò che si stava delineando. Abbiamo, provato a evitare anche ciò che il presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi, giustamente, denuncia».Nei primi giorni di giugno, dice ancora Magatti, «Civitas aveva reso pubblico quanto stava per accadere e avvertito che soltanto il suo emendamento presentato in consiglio comunale avrebbe potuto evitare “anche” questo disastro. Ma i consiglieri di maggioranza, con l’astensione di Forza Italia e il supporto della Lista Rapinese, respinsero quell’emendamento, per poi approvare il regolamento nell’attuale versione».I cittadini di Como, conclude l’ex assessore ai Servizi sociali del capoluogo lariano, «prendano atto di uno dei tanti frutti avvelenati della pochezza politica della giunta attuale».

Redazione

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