Pestaggio con manganelli e coltelli: arrestati due giovani

Municipio Tavernerio

Stavano attraversando la strada nei pressi del Municipio di Tavernerio, nella foto.
All’improvviso, era spuntata una Lancia Y azzurra con quattro persone a bordo che per poco non li investì, sfiorandoli. Alle proteste dei tre amici, i quattro occupanti della vettura scesero dall’auto aggredendoli con calci, pugni e un manganello telescopico. Era il 22 maggio del 2021. Nessuno dei tre ragazzi aggrediti decise di sporgere denuncia e nemmeno di farsi refertare al pronto soccorso. L’episodio fu però solo l’anticamera di quello che accadde pochi giorni dopo, il 29 maggio, quando lo stesso gruppo di amici fu intercettato di nuovo dai giovani della Lancia Y (che questa volta erano in tre) e fu picchiato in modo brutale, sempre con il manganello telescopico e sotto la minaccia di un coltello puntato alla gola di una delle vittime. Solo l’intervento di un barista della zona, che fece entrare i tre ragazzi dentro il suo locale chiudendo le porte, li salvò dalla furia degli aggressori.

I tre vennero comunque portati al pronto soccorso del Sant’Anna di San Fermo della Battaglia, con prognosi da un minimo di 2 giorni ad un massimo di 25, con fratture della mandibola, traumi al volto e contusioni multiple.

A poco meno di due mesi di distanza, tuttavia, i presunti aggressori hanno un volto tanto che nella serata di martedì i carabinieri della stazione di Erba li hanno raggiunti e arrestati, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Al Bassone sono finiti un 25enne residente a Guanzate ma di fatto domiciliato dal fratellastro ad Albese con Cassano (paese dove sarebbe avvenuta la seconda e più brutale aggressione), e un 18enne sempre di Guanzate. Della banda tuttavia faceva parte anche un minorenne che è stato identificato e denunciato a piede libero al tribunale competente di Milano. Il 26enne era già ben noto alle forze di polizia, mentre il 18enne era incensurato ed aveva alle spalle solo una violazione dei dispositivi per il contenimento del Covid.

I tre sono accusati dalla Procura di Como di lesioni aggravate, minacce aggravate e di danneggiamento.
I carabinieri della caserma di Erba, che hanno indagato sul brutale pestaggio, sarebbero riusciti a risalire a loro sia grazie alle testimonianze di chi aveva assistito ai due pestaggi – il primo avvenuto come detto a Tavernerio, il secondo ad Albese con Cassano – sia grazie alla visione delle immagini di videosorveglianza riprese dalle telecamere del comune.

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