Petazzi rilancia il multisala a Como. «Se non mi tolgono il Daspo a Cantù»

 

L’imprenditore non potrà avvicinarsi al nuovo palazzetto
«Sono canturino, amo Cantù. E quindi preferirei investire nella mia città. Ma se il Daspo non mi verrà sospeso o revocato entro la fine dell’anno, inizierò a pensare di spostare l’investimento a Como».
Il 2011 sta per finire, e le sorti del nuovo palasport di Cantù sono appese a un filo. Paolo Petazzi, amministratore unico della catena di multisala Cinelandia Spa, ha un Daspo – divieto di avvicinamento alle manifestazioni sportive – di cinque anni. Il più pesante che esista. Gli

è stato dato dopo una lite nel parcheggio del Pianella, dopo una partita di Cantù. Nel nuovo palasport brianzolo, Petazzi dovrebbe costruire un multisala; con il Daspo, in occasione di qualsiasi manifestazione sportiva non potrebbe avvicinarsi al suo cinema. Da tempo dice di «sperare nel buonsenso», si augura che il Daspo venga sospeso o revocato, ma non è cambiato nulla. Ieri ha incontrato il questore Michelangelo Barbato.
«Non si è ancora arrivati a una soluzione», ha detto Petazzi, che ha fatto richiesta di revoca o sospensione del divieto. «Se entro fine anno la situazione non si sblocca, considero l’ipotesi di spostare l’investimento a Como». E, quindi, di aprire il multisala a Camerlata, nella proprietà di Esselunga (l’ex Europlex), anziché nel nuovo palasport di Cantù in costruzione. Il problema, però, è che se Petazzi si sfilasse da Cantù il progetto del palasport andrebbe rifatto. Il multisala infatti occupava il 40% della superficie.
«Parliamoci chiaro – dice Petazzi – col Daspo, se mi avvicino al palazzetto rischio l’arresto. Io non me la sento di investire milioni di euro in un cinema che non posso controllare di persona. A Camerlata ci sono già gli spazi per realizzare il mio progetto, quindi se la situazione a Cantù non si sbloccasse, considererei l’ipotesi di investire a Como. Non son parole che dico con leggerezza: sono canturino, e non vorrei mai togliere un investimento dalla mia città. Ma qualsiasi imprenditore, nei miei panni, considererebbe un’alternativa. Specie se l’alternativa è concreta e appetibile».
Mancano quattro giorni (oggi compreso) alla fine dell’anno. L’unico a poter revocare o sospendere il Daspo di Petazzi è il questore di Como. Daspo che Petazzi giudica esagerato, rispetto a quanto accaduto. L’imprenditore non ha mai presentato ricorso, perché sperava in chi deve prendere una decisione. La lite nel posteggio del Pianella costò a Petazzi cinque anni di Daspo perché l’amministratore di Cinelandia Spa era già stato colpito in passato da un provvedimento simile. Ma anche in quel caso secondo Petazzi si era trattato sostanzialmente di un malinteso (una pallina di carta lanciata a un dirigente di Cantù, più che altro come “cenno d’intesa”), tanto è vero che in quella situazione il questore aveva subito ritirato il provvedimento restrittivo. Una serie di eventi che, oggi, mette a rischio il nuovo palasport di Cantù.

Andrea Bambace

Nella foto:
L’ex multisala Europlex di Camerlata, ospitato nell’area ex Trevitex insieme con il supermercato Esselunga. L’imprenditore canturino Paolo Petazzi potrebbe spostare il suo investimento da Cantù a Como

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