Piange e si dispera il 21enne accusato di tentato omicidio

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Ieri in carcere l’interrogatorio. La lite sabato notte in piazza Marconi

(m.pv.) Ha risposto alle domande del giudice, raccontando in lacrime quanto avvenuto nella notte tra sabato e domenica in un parcheggio di Cantù, in piazza Marconi. Si è svolto ieri mattina nel carcere del Bassone l’interrogatorio del pizzaiolo di Ponte Chiasso, Antonino Laurendi (21 anni) accusato del tentato omicidio di Andrea Mayr, 26enne campione di motociclismo di Milano. Il giovane, al termine di un diverbio i cui motivi rimangono oscuri, sarebbe rimasto ferito con due coltellate all’addome

e al torace, una delle due definita molto «preoccupante». Tanto che la vittima è stata operata nel breve volgere di poche ore in ben due occasioni. L’aggressore, che era in compagnia di tre amici (tra cui due svizzeri di Mendrisio e Chiasso), è poi salito in macchina e si è allontanato dal luogo della lite. Ma gli amici, una volta accortisi di quello che il 21enne aveva commesso, l’hanno scaricato lungo la via. Il pizzaiolo – che ha vagato tutta notte prima di raggiungere il Sant’Anna per farsi medicare – è poi stato arrestato dai carabinieri della stazione di Cantù che nel frattempo si erano messi sulle sue tracce. Ieri mattina, assistito dall’avvocato del foro di Como Vincenzo De Marte, l’arrestato è stato interrogato dal giudice delle indagini preliminari Francesco Angiolini. Il 21enne, in lacrime, avrebbe risposto alle domande del gip.
Non si conosce il contenuto esatto dell’interrogatorio, ma pare che il pizzaiolo abbia detto di ricordare poco di quanto avvenuto in seguito alla quantità di alcol che aveva in corpo, e di non saper spiegare neppure come sia entrato in possesso del coltello – sembra un multifunzione – e dove l’abbia poi abbandonato. L’interrogatorio sarebbe durato circa un’ora al termine del quale il giudice ha convalidato il fermo e disposto la permanenza in carcere del 21enne. Poche le parole dell’avvocato: «Il mio assistito è molto provato per quanto accaduto» si è limitato a dire senza entrare nel merito di quanto dichiarato dal ragazzo. L’avvocato avrebbe anche presentato una istanza per i “domiciliari” che non sarebbe stata accolta. Le condizioni del ferito intanto rimangono stabili, dunque ancora gravi.

Nella foto:
L’ingresso del carcere del Bassone di Albate dove ieri si è svolto l’interrogatorio

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