Pianista cacciato, Introzzi: «Il vigile ha agito bene»

altContinua a far discutere la vicenda di venerdì scorso
L’assessore al Commercio: «L’agente ha soltanto applicato il regolamento»
(f.bar.) Burocrazia e regolamenti. Sono ancora una volta questi due gli ostacoli – tipicamente italiani – che hanno ingarbugliato, in maniera grottesca, la vicenda di Paolo Zanarella, il pianista padovano allontanato da un vigile mentre suonava in piazza Cavour perché sprovvisto del permesso per l’occupazione del suolo pubblico.

«Purtroppo ci sono dei lavori molto difficili da svolgere. Qualunque cosa si faccia, il rischio di sbagliare è alto. L’agente è stato corretto nel suo lavoro quotidiano di controllo della città – interviene l’assessore al Commercio di Palazzo Cernezzi, Gisella Introzzi – Soprattutto in una stagione come questa, durante la quale la presenza di artisti di strada e ambulanti si intensifica, con tutti i possibili problemi che ne derivano. Anche se questo caso era diverso». 

La vicenda che sta facendo discutere l’intera città è nota. Venerdì scorso il “pianista fuori posto”, come si fa chiamare il padovano Paolo Zanarella, è arrivato in città e ha cominciato a esibirsi in piazza Cavour, tra la sorpresa e l’ammirazione di comaschi e turisti incantati dalle sue note. Il musicista non è nuovo a simili perfomance che ha portato in giro nelle città più famose d’Italia. Dopo poco, però, è arrivato un vigile di Como.
«Il regolamento in vigore è chiaro. Prevede che gli artisti di strada così come gli ambulanti, categorie alle quali anche il pianista, in assenza di richiesta di occupazione del suolo pubblico, è stato necessariamente assimilato, possano suonare in un determinato luogo per un’ora – spiega l’assessore Introzzi – Il vigile ha poi chiesto se fosse stato eseguito il pagamento per l’occupazione del suolo pubblico. Dopodiché, in assenza del documento, si è limitato a tornare dopo due ore e invitare il pianista, ancora impegnato nella sua esibizione, ad andarsene via. Capisco le proteste di molti commercianti e turisti, ma il regolamento, sicuramente rivedibile in alcuni passaggi, è stato applicato». Una rigidità forse eccessiva? «Ovviamente mi spiace, lo ribadisco, per quanto accaduto. Ma forse sarebbe utile organizzarsi meglio in talune circostanze», dice l’assessore. L’artista ha sostenuto di aver trovato chiuso il Comune di Como (il venerdì gli uffici cessano le attività a mezzogiorno) e ha ammesso di non aver versato il tributo.
«È vero, ed è un peccato. Ma è anche complicato lasciare la discrezionalità di scegliere cosa possa andare bene per il turismo e per quanto tempo e cosa invece no – aggiunge l’assessore Introzzi – Ribadisco come l’agente sia stato cortese e chiaro nello spiegare i fatti e nell’applicare la regola. Non è inoltre stata elevata contravvenzione né scritto un verbale». Adesso però «mi impegnerò personalmente per cercare di rintracciare e contattare, in accordo anche con l’assessore alla Cultura, il pianista padovano. La volontà sarebbe quella di organizzare il suo ritorno in città», conclude l’assessore Introzzi.
Intanto Marco Butti, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, ha depositato un’interrogazione sulla vicenda. «L’intenzione è di chiedere al sindaco le motivazioni della decisione – spiega Marco Butti – Vorremo capire in maniera chiara l’esatta interpretazione del regolamento. Sono tanti i quesiti che la triste vicenda ha sollevato». Ma l’interrogazione ha anche un altro scopo. «Ogni giorno nelle piazze e nelle strade del centro vediamo pseudo-musicisti e artisti che improvvisano spettacoli utilizzando, spesso, anche dei minori e chiedendo, sempre, delle offerte. Come ci si intende comportare in simili circostanze, visto che difficilmente esistono dei permessi? Con la stessa rigidità?», conclude sempre Marco Butti.

Nella foto:
Il pianista Paolo Zanarella, cacciato da piazza Cavour da un vigile durante la sua esibizione di venerdì scorso

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.